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30/04/2026 21:25:00

Giufà protagonista della Sicilia al Salone del Libro di Torino 2026

La Sicilia sceglie Giufà per parlare ai bambini e ai ragazzi al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. Nello stand della Regione Siciliana, al Padiglione Oval, la figura più irriverente della tradizione popolare diventa il filo conduttore di un percorso dedicato alla lettura, all’identità culturale e alla trasmissione della memoria.

L’iniziativa rientra nella presenza della Regione al Salone, appuntamento nazionale dell’editoria, dove la Sicilia porta editori, autori, progetti e attività rivolte anche ai più piccoli.

La scelta di Giufà non è nostalgica. Serve a riportare nel presente un personaggio nato nella tradizione orale mediterranea, attraversato nei secoli da racconti, varianti, dialetti e interpretazioni diverse.

Il punto è proprio questo: usare una figura popolare, apparentemente semplice, per costruire un ponte tra bambini, famiglie e patrimonio narrativo siciliano.

Un personaggio comico, ma non solo

Giufà è uno dei personaggi più riconoscibili del folklore siciliano. Ingenuo, goffo, spesso comico, sembra capire poco del mondo. Eppure le sue storie funzionano perché rovesciano le apparenze.

Nelle novelle popolari Giufà sbaglia, fraintende, prende alla lettera ciò che gli viene detto. Fa ridere, ma non è mai soltanto una macchietta. Dentro le sue avventure si muove una forma di saggezza laterale, popolare, capace di mettere in crisi il buon senso dei potenti e le rigidità della vita quotidiana.

La sua forza sta nell’ambiguità. È sciocco e intuitivo, fragile e resistente, bambino e adulto, vittima e disturbatore dell’ordine. Per questo continua a parlare anche ai lettori di oggi.

Le storie di Giufà sono state fissate anche grazie al lavoro di Giuseppe Pitrè, il grande studioso palermitano delle tradizioni popolari siciliane. A lui si deve una raccolta sistematica del patrimonio folklorico dell’Isola, comprese le storie popolari legate a questo personaggio.

Dal racconto orale allo stand siciliano

Al Salone del Libro 2026 Giufà viene presentato in una veste aggiornata, pensata per un pubblico giovane. La Regione Siciliana punta su un linguaggio più contemporaneo, senza cancellare il carattere originario del personaggio.

È un passaggio delicato. Quando si porta una figura della tradizione dentro un contesto nazionale e dentro attività rivolte ai ragazzi, il rischio è trasformarla in una mascotte. La sfida, invece, è conservarne la complessità.

Giufà non è solo “il bambino sciocco” delle storielle popolari. È un personaggio mediterraneo, diffuso in forme diverse, capace di attraversare culture e confini. Proprio questa dimensione lo rende adatto a parlare a nuove generazioni abituate a vivere dentro identità mobili e linguaggi mescolati.

La nuova edizione presentata al Salone vuole rendere accessibile una tradizione antica, ma anche mostrare che il patrimonio popolare non è fermo. Cambia forma, se trova lettori nuovi.

Lo spazio per bambini e ragazzi

Lo stand della Regione Siciliana, nel Padiglione Oval, dedica un’area specifica ai più piccoli. Qui si alternano laboratori, presentazioni e attività culturali che trasformano la lettura in esperienza diretta.

Giufà è il filo conduttore, ma non l’unico protagonista. Il programma guarda alla promozione della lettura, alla conoscenza del patrimonio archeologico, alla media education e ai progetti di inclusione.

La presenza dei bambini nello stand non viene trattata come un segmento laterale del Salone. Diventa una parte centrale del racconto che la Sicilia vuole fare di sé: una regione che non porta soltanto memoria, ma prova a consegnarla a chi dovrà abitarla domani.

Il tema generale del Salone 2026, “Il mondo salvato dai ragazzini”, rende ancora più coerente questa scelta. Lo spazio siciliano assume così una funzione educativa e culturale insieme: raccontare la Sicilia partendo da chi la erediterà.

Lettura, identità e libertà

Il programma rivolto ai più giovani costruisce un percorso che unisce educazione e identità culturale. Non si parla soltanto di libri da leggere, ma di strumenti per capire il mondo.

La media education porta dentro lo stand il tema del rapporto tra ragazzi, informazione e linguaggi digitali. La valorizzazione del patrimonio archeologico apre invece un altro fronte: conoscere la Sicilia attraverso le sue stratificazioni, dai racconti popolari ai luoghi della storia.

In questo quadro Giufà funziona come porta d’ingresso. Attraverso un personaggio comico, i bambini possono avvicinarsi a temi complessi: l’errore, l’ascolto, la furbizia, la fragilità, il potere della parola.

La cultura, in questa prospettiva, non è un esercizio ornamentale. È un modo per dare ai più giovani strumenti di libertà: leggere meglio una storia, riconoscere una tradizione, capire che ogni racconto può essere interpretato da più punti di vista.

La Sicilia al Salone

La partecipazione della Regione Siciliana al Salone del Libro passa dallo stand dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana. Nei mesi precedenti la Regione ha pubblicato una manifestazione d’interesse rivolta alle case editrici siciliane per l’esposizione delle pubblicazioni al Salone, confermando la volontà di dare spazio alla produzione editoriale dell’Isola.

Al Padiglione Oval, dunque, non c’è soltanto una vetrina istituzionale. C’è il tentativo di mettere insieme editoria, patrimonio, scuola, infanzia e racconto pubblico della Sicilia.

In un appuntamento nazionale come il Salone di Torino, questa scelta ha un valore preciso. La Sicilia non si presenta soltanto attraverso i suoi autori più noti o le sue immagini consolidate, ma attraverso una figura popolare che appartiene alla memoria orale, alla lingua e alla vita quotidiana.

Giufà, proprio perché nasce dal basso, permette di raccontare un’identità meno monumentale e più vicina alle persone.

Le informazioni utili

Il progetto dedicato a Giufà è inserito nella presenza della Regione Siciliana al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026.

Lo stand Sicilia si trova nel Padiglione Oval del Lingotto. Qui sono previste attività rivolte a bambini e ragazzi, laboratori, presentazioni e incontri culturali.

La proposta ruota attorno a Giufà, personaggio della tradizione orale siciliana e mediterranea, presentato in una nuova edizione pensata per avvicinare i più giovani al patrimonio narrativo dell’Isola.

L’operazione funziona se non riduce Giufà a un simbolo folcloristico. La sua attualità sta nel contrario: nella capacità di far ridere e pensare, di mostrare l’intelligenza nascosta nell’errore, di ricordare che anche le storie più antiche restano vive quando trovano qualcuno disposto ad ascoltarle di nuovo.

 

Ines D’Orazio



Cultura | 2026-08-05 11:35:00
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