Marsala a lutto. È morto il dottore Ugo Forti, una vera e propria istituzione cittadina, uno di quei nomi che non hanno bisogno di presentazioni. Per oltre settant’anni è stato il medico di tutti: generazioni intere sono passate dal suo studio di via Curatolo. E fino a pochi mesi fa, fino al 2024, continuava a lavorare. Come se fermarsi non fosse mai davvero un’opzione.
Una vita lunga quanto una città
Classe 1930, nato a Rabat da padre marsalese e madre francese, Ugo Forti ha attraversato quasi un secolo di storia, personale e collettiva. Ma soprattutto ha attraversato la vita di centinaia di migliaia di persone.
Otorinolaringoiatra, ha iniziato a esercitare giovanissimo, dopo una laurea conseguita a soli 23 anni. Da allora non si è più fermato.
Ogni mattina, all’alba, apriva il suo ambulatorio. Un rito quotidiano che per i marsalesi era una certezza.
Nella sua carriera ha visitato numeri impressionanti di pazienti: almeno 400 mila, forse oltre mezzo milione. Numeri che raccontano più di qualsiasi celebrazione.
Il medico e l’uomo
Forti non è stato solo un professionista stimato. È stato, per molti, un punto di riferimento umano.
Non ha mai negato una visita a chi non poteva permettersela. Non ha mai perso fiducia nelle persone. Ha sempre messo al centro il paziente, prima ancora della malattia.
E accanto alla medicina, un’altra passione: la lirica. Per anni ha studiato e curato le patologie della voce, seguendo anche grandi nomi del canto, da Magda Olivero a Andrea Bocelli.
Nella lettera con cui annunciava il ritiro, aveva scritto parole che oggi suonano ancora più profonde: «Ritengo di aver svolto la mia missione».
E ancora: «Non sarà mai possibile sommare la mia gratitudine al numero delle persone che si sono sedute su quella sedia».
Parole semplici, ma che raccontano una vita intera.
Un’eredità che resta
Nel 2023 aveva ricevuto il riconoscimento di “cittadino meritevole” dal Comune di Marsala. Un titolo simbolico per una figura che, in realtà, era già patrimonio della città.
Perché Ugo Forti non è stato solo un medico longevo. È stato un esempio. Di dedizione, di passione, di umanità.
Marsala oggi perde molto più di un professionista. Perde un pezzo della propria storia.
E forse, in fondo, perde anche un modo di intendere la medicina: come missione, prima ancora che come lavoro.
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