Mercoledì 13 maggio, al Complesso Monumentale San Pietro, la presentazione del libro di Pierino Cieno e Giuseppe Laganà. Una testimonianza dimenticata di esilio, resistenza e libertà ritrovata.
C'è un bambino di pochi mesi che non sa ancora che non rivedrà suo padre per quasi quarant'anni. Nato a Tirana nel 1951, Pierino Cieno cresce nei campi di internamento albanesi insieme alla madre, vittima di una trappola orchestrata dal regime di Enver Hoxha. Oggi vive a Marsala e ha messo quella storia su carta. Si intitola "Papà non torna", scritto insieme a Giuseppe Laganà, e sarà presentato mercoledì 13 maggio presso la Sala Conferenze "Enzo Genna" del Complesso Monumentale San Pietro.
L'evento è in programma dalle 9:00 alle 13:00.
Una bomba, un padre strappato, una vita nei campi
La vicenda di Cieno inizia con una messinscena. Un attentato simulato all'ambasciata sovietica di Tirana fornisce al regime il pretesto per rimpatriare forzatamente il padre di Pierino, ingegnere italiano. Lui e sua madre vengono invece trattenuti e internati. Seguono 38 anni di fame, freddo e umiliazioni, fino al crollo del Muro di Berlino e alla progressiva dissoluzione dei regimi comunisti dell'Est Europa.
Una storia che appartiene a un capitolo ancora poco conosciuto del Novecento italiano: quello dei cittadini rimasti intrappolati oltre cortina, dimenticati, silenziati.
Un incontro tra memoria e presente
Alla presentazione dialogheranno con gli autori la Prof.ssa Silvia Butera e la Dott.ssa Anna Rapallo Pilocane. I saluti istituzionali saranno portati dal Sindaco On. Massimo Grillo e dall'Assessore Avv. Ignazio Billardello.
Prevista la partecipazione di studenti delle scuole marsalesi, autorità civili e militari e dell'Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Marsala: un segnale che l'evento vuole essere non solo culturale, ma anche civico ed educativo.
L'ingresso è libero.