Stop ai doppi incarichi tra politica e sanità in Sicilia. La Prima Commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle che introduce nuove norme su incompatibilità e inconferibilità degli incarichi nelle aziende sanitarie.
La proposta riguarda in particolare i ruoli di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo delle ASP, che diventano incompatibili con incarichi politici come sindaco, assessore comunale o regionale, consigliere comunale e consigliere di circoscrizione.
Per il coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell’ARS, Nuccio Di Paola, si tratta di un passaggio decisivo per separare definitivamente politica e sanità.
“Da sempre diciamo che la politica deve stare fuori dalla sanità e così è stato votato oggi in Prima Commissione all’ARS – afferma Di Paola –. Significa mai più casi Croce e mai più casi Faraoni. Abbiamo iniziato a smantellare la commistione tra sanità e politica impedendo il conferimento degli incarichi di vertice della nostra sanità ad uomini e donne di partito”.
L’emendamento è stato approvato nell’ambito del disegno di legge regionale sulle norme in materia di personale e ha ottenuto il via libera unanime della Commissione.
Secondo Di Paola, il sistema attuale ha generato situazioni paradossali: “È assurdo che un assessore, pur di un piccolo Comune, possa contemporaneamente fare il direttore generale di un’ASP, o che il direttore di un’azienda sanitaria diventi assessore regionale alla Salute, rivestendo contemporaneamente i panni di controllore e controllato”.
Il testo adesso approderà in Aula per il voto definitivo. Il Movimento 5 Stelle annuncia battaglia per mantenere inalterato il contenuto della norma.
“Continueremo a tenere la barra dritta nell’interesse esclusivo dei cittadini siciliani”, conclude Di Paola.
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Il TAR sospende il decreto sull’extralberghiero
Il Movimento 5 Stelle esulta dopo la decisione del TAR che ha sospeso gli effetti del decreto regionale sul cosiddetto “over tourism”, provvedimento che introduceva nuovi obblighi per le strutture ricettive extralberghiere in Sicilia.
La pronuncia del Tribunale amministrativo regionale riguarda case vacanze, B&B, affittacamere e in generale tutte le attività del comparto extralberghiero, duramente contestato negli ultimi mesi dalle associazioni di categoria.
Secondo il capogruppo del M5S all’ARS Antonio De Luca, la decisione del TAR rappresenta “una vittoria del comparto che pone la parola fine ad una incredibile pantomima targata Schifani e Fratelli d’Italia”.
Nel mirino del Movimento 5 Stelle c’è soprattutto l’operato dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata.
“Anche il TAR ha censurato l’assessore Amata, in attesa che lo faccia l’Aula”, attacca De Luca.
Il decreto contestato era stato emanato nel giugno 2025 e successivamente modificato, ma secondo il M5S avrebbe comunque rischiato di paralizzare il settore turistico proprio alla vigilia della stagione estiva.
“Nonostante il grido d’allarme lanciato dall’intero settore e dal Movimento 5 Stelle – sottolinea De Luca – la Regione Siciliana è andata avanti andando a sbattere pietosamente contro il ricorso delle associazioni di categoria e il conseguente stop del TAR”.
Il capogruppo pentastellato ricorda inoltre il confronto avvenuto nelle scorse settimane all’ARS tra associazioni di categoria e assessorato regionale al Turismo.
“In quell’incontro avevamo strappato un impegno ad applicare dei correttivi – spiega – mentre il nostro gruppo parlamentare aveva già presentato emendamenti inseriti nello stralcio della V Commissione e ancora in attesa di essere discussi in Aula”.
Per De Luca, la sospensiva del TAR rappresenta il risultato della mobilitazione del comparto.
“Lo stop del TAR è una vittoria importante, resa possibile grazie all’impegno e alla determinazione del comparto e delle associazioni che hanno impugnato il folle decreto attuativo”, conclude.