Un omaggio alla memoria di uno dei più importanti studiosi dei beni culturali siciliani del Novecento. Venerdì 29 maggio, alle ore 17, il Museo Agostino Pepoli ospiterà la presentazione del documentario “Vincenzo Scuderi. La coscienza popolare dei beni culturali”, prodotto dal Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione, nell’ambito della rassegna nazionale “Il Maggio dei Libri 2026”.
All’incontro interverranno la direttrice del museo Anna Maria Parrinello, Laura Cappugi e Giuseppe Scuderi. L’evento si inserisce nel percorso di valorizzazione della figura di Vincenzo Scuderi già avviato dal Museo Pepoli negli ultimi anni.
Nel 2024, infatti, la biblioteca dell’istituto è stata intitolata allo storico dell’arte trapanese, mentre recentemente la famiglia ha donato al museo la tela “Violenza” del pittore Valfrè, appartenuta allo stesso Scuderi e oggi esposta nei locali della biblioteca.
Il documentario ripercorre la vicenda umana e professionale di Vincenzo Scuderi, nato a Trapani nel 1923 e considerato una figura centrale nella tutela del patrimonio artistico siciliano del secondo dopoguerra. Laureato in Lettere all’Università di Palermo, entrò giovanissimo al Museo Pepoli nel 1947, diventandone direttore nel 1960.
Erano gli anni in cui il museo attraversa una trasformazione decisiva. Sotto la direzione di Scuderi e grazie alla collaborazione con il soprintendente Raffaello Delogu e con l’architetto Franco Minissi, il Pepoli viene completamente ripensato dal punto di vista museografico. Un intervento che porterà alla riorganizzazione delle collezioni e alla definizione dell’assetto espositivo che ancora oggi caratterizza il museo trapanese.
Il Museo Agostino Pepoli, ospitato nell’ex convento dei Carmelitani accanto al Santuario dell’Annunziata, rappresenta uno dei principali poli museali della Sicilia occidentale, con collezioni che spaziano dalla scultura rinascimentale ai coralli trapanesi, dalle arti decorative ai cimeli risorgimentali.
Dopo l’esperienza trapanese, Scuderi fu chiamato a dirigere la Soprintendenza alle Gallerie della Sicilia occidentale. Tra i momenti più delicati della sua attività vi fu il recupero delle opere d’arte salvate dopo il terremoto del Belice del 1968, intervento che contribuì a preservare una parte importante del patrimonio artistico dei centri distrutti dal sisma.
Storico dell’arte, studioso e divulgatore, Scuderi ha inoltre lasciato numerose pubblicazioni dedicate all’arte e all’architettura del territorio trapanese, tra cui “Il Museo Nazionale Pepoli in Trapani” del 1965 e diversi studi sull’arte medievale e barocca della Sicilia occidentale.
La proiezione del documentario chiuderà il calendario 2026 del “Maggio dei Libri” al Museo Pepoli, rassegna che nelle ultime settimane ha ospitato incontri letterari, presentazioni e iniziative culturali dedicate anche ai più giovani, confermando il ruolo del museo come spazio culturale aperto alla città oltre la semplice funzione espositiva.