La fibra ottica arriva nel cuore del centro storico di Erice, ma insieme ai cantieri esplodono anche le polemiche su viabilità, parcheggi e gestione degli accessi per i residenti. Da ieri gli operai sono al lavoro lungo via Rabatà per la posa della rete in fibra ultraveloce, intervento che rientra nel più ampio piano nazionale di digitalizzazione sostenuto anche dai fondi del Pnrr.
A sollevare il caso è il consigliere comunale di opposizione Vincenzo Maltese, esponente di "Uniti perErice2027", che denuncia i disagi provocati dall’ordinanza di chiusura al traffico, firmata dal comandante della Polizia municipale, fino al 27 maggio.
Secondo Maltese, il problema principale riguarda l’accessibilità per chi vive nella zona interessata dai lavori.
“In via Rabatà abitano diverse famiglie, così come nella parallela via Vito Carvini e in via Chiaramonte, nei pressi della Chiesa Madre”, spiega il consigliere. “Per evitare disagi ai residenti si sarebbe dovuto autorizzare temporaneamente l’ingresso e la sosta in Piazza Matrice, consentendo alle persone di raggiungere più facilmente le proprie abitazioni. Ma questo non è stato fatto”.
Nel mirino finisce anche la gestione dei parcheggi nel centro storico. Maltese sostiene che Piazza Carmine venga “costantemente occupata da autovetture di operai, impiegati, turisti e dipendenti delle strutture ricettive”, mentre i residenti, pur in possesso di pass, avrebbero difficoltà a trovare stalli disponibili.
Il consigliere richiama inoltre una interrogazione consiliare già protocollata nei giorni scorsi, nella quale contesta l’attuale disciplina della sosta. “Piazza Carmine diventa area riservata ai residenti solo dal 15 giugno al 15 settembre, mentre gli stalli più vicini sono assegnati tutto l’anno ai proprietari non residenti, cioè ai villeggianti che utilizzano le case poche settimane l’anno”, afferma Maltese. “Esiste una evidente disparità di trattamento a danno dei residenti”.
Da qui la previsione di ulteriori criticità in vista dell’estate e dell’aumento dei flussi turistici. “La carenza di personale della Polizia municipale non aiuta e le problematiche del sistema viario del centro storico sono state più volte segnalate in Consiglio comunale senza risposte concrete”, conclude.
La replica della sindaca Daniela Toscano arriva con toni duri. Per la prima cittadina le accuse dell’opposizione sarebbero “superficiali ed infondate” e non terrebbero conto della necessità di completare rapidamente gli interventi infrastrutturali.
“I lavori della fibra si devono fare – dice Toscano – perché queste società hanno precise scadenze legate al Pnrr. Non si tratta di interventi invasivi: devono installare alcune cassette e collegare i tratti necessari. Un intervento che non richiede più di dieci o quindici giorni”.
La sindaca ridimensiona anche l’allarme sui disagi per i residenti, ricordando che “via Rabatà è a pochi metri da Porta Carmine, dove c’è un parcheggio ampio”. E respinge l’ipotesi di consentire l’accesso delle auto in Piazza Matrice: “È uno dei luoghi più fotografati e visitati di Erice. Aprire alle macchine significherebbe mettere a rischio i pedoni e i turisti”.
Negli ultimi anni il tema della posa della fibra nei centri storici è diventato centrale in molti borghi italiani. Le società incaricate dei lavori devono operare sotto la supervisione delle Soprintendenze, soprattutto nelle aree di pregio monumentale, adottando tecniche a basso impatto per salvaguardare pavimentazioni storiche e assetto urbano: regola che ad Erice Vetta è sempre stata rispettata.
Ad Erice, intanto, il confronto politico resta acceso. Sullo sfondo c’è il delicato equilibrio tra tutela del centro storico, esigenze dei residenti e di modernizzazione delle infrastrutture digitali della città.
E, non ultima, la necessità di spingere la campagna elettorale del 2027, ormai sempre più vicina.