Il Ministero della Difesa ha effettuato un sopralluogo nel sacrario militare di Trapani per verificare cosa sia successo ai campi dei caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale. Al centro del sopralluogo il mistero del campo degli avieri, un’area ricordata ancora da molti trapanesi, piena di croci uguali, simboli dell’aeronautica e tombe ordinate, ma progressivamente cancellata dalla memoria pubblica alla fine degli anni ’80.
A effettuare la visita è stato il responsabile per il Sud Italia dei sacrari e dei musei militari. L’obiettivo è capire se alcune sepolture siano state traslate nel tempo oppure se i resti possano trovarsi ancora sotto il terreno dell’attuale area cimiteriale.
Il sopralluogo ha aperto ufficialmente un’interlocuzione tra Ministero della Difesa, Comune di Trapani e direzione cimiteriale per ricostruire la storia delle sepolture, verificare eventuali mancanze nei registri e pianificare interventi di recupero e valorizzazione.
Il caso dei tre campi militari
Le ricerche storiche hanno riportato alla luce l’esistenza di tre distinti campi militari all’interno del cimitero comunale: Marina, Fanteria e Aviazione. Molti dei caduti erano ignoti o identificati solo parzialmente. Una parte riguardava soldati austro-ungarici morti a Trapani tra il 1916 e il 1919 durante la Prima guerra mondiale. Un’altra era dedicata agli avieri della Seconda guerra mondiale.
A riaprire il caso è stato Antonio Jacopo Triscari, 19 anni, ricercatore e studioso trapanese, che negli ultimi mesi ha recuperato registri cimiteriali, fotografie storiche, lettere ministeriali e documenti dimenticati negli archivi.
«Nel cimitero si vedono ancora le tracce di quei campi», racconta. «Ho scoperto che gli austro-ungarici erano cinquanta, morti tra il 1916 e il 1919, mentre il campo degli avieri della Seconda guerra mondiale è stato progressivamente cancellato».
Dalle fotografie storiche emergono croci uniformi, monumenti militari e perfino un’ala d’aereo trasformata in simbolo commemorativo. Oggi invece molte di quelle tracce non esistono più. Restano soltanto alcune delimitazioni, piccoli elementi in pietra e il ricordo di chi, fino agli anni Ottanta, frequentava ancora quell’area durante le commemorazioni del 2 novembre.
Il nodo degli avieri
Il punto più delicato riguarda proprio gli avieri. Nei registri compaiono diciture come “avieri americani sconosciuti”, “milite carbonizzato” o “resti ossei di aviere”, ma non esiste un elenco completo dei sepolti e soprattutto non ci sono documenti chiari su eventuali trasferimenti delle salme.
È questo il nodo che ha portato il Ministero ad avviare verifiche più approfondite. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di istituire un tavolo tecnico permanente dedicato proprio al campo di inumazione degli avieri americani. Della vicenda è stato interessato anche il Dipartimento americano competente per i caduti di guerra, che avrebbe prospettato ulteriori approfondimenti tecnici, compresi eventuali rilievi con georadar per verificare la presenza di resti sotto il terreno.
Il Ministero della Difesa supervisiona i sacrari militari comunali presenti in tutta la Sicilia, da Messina ad Agrigento. Trapani però rappresenta un caso particolare perché, a distanza di oltre cento anni, esistono ancora dubbi sulla collocazione di alcune sepolture e sull’eventuale traslazione dei resti.
I lavori e il recupero della memoria
Nel frattempo il Comune di Trapani, insieme alla direzione cimiteriale guidata da Palma Rita Laudicina, ha avviato alcuni interventi di sistemazione e manutenzione nel sacrario. Nei mesi scorsi erano state segnalate situazioni di degrado e parti deteriorate all’interno dell’area monumentale.
Il Ministero ha inoltre ricordato la possibilità per i Comuni di accedere a contributi annuali tra i 3 e i 5 mila euro destinati alla manutenzione dei sacrari militari, con controlli periodici e verifiche tecniche. La finestra per richiedere i fondi va dal primo dicembre al primo aprile di ogni anno.
Tra le proposte adesso si valuta anche la realizzazione di un cippo commemorativo dedicato ai caduti austro-ungarici e agli avieri, per restituire dignità storica a sepolture oggi non più identificabili. L’idea è quella di trasformare il recupero della memoria in un luogo di riflessione civile e storica, lontano da ogni celebrazione della guerra.
L’8 giugno è prevista una commemorazione ufficiale con la scopertura di una nuova targa dedicata ai fratelli trapanesi Aiuto, caduti durante la Seconda guerra mondiale. Alla cerimonia dovrebbe partecipare anche un generale dell’Aeronautica.
«L’obiettivo è recuperare una memoria che rischia di andare perduta e trasformarla in un messaggio di pace — afferma il sindaco Giacomo Tranchida —. Trapani deve ricordare questi uomini non per celebrare la guerra, ma perché tragedie simili non accadano mai più».
Per Triscari questo sopralluogo rappresenta soltanto l’inizio. «Esprimo grande soddisfazione per la visita ispettiva del Ministero della Difesa, un passaggio fondamentale per tutelare e valorizzare la nostra storia. Questo è solo il primo passo: il nostro obiettivo rimane quello di riabilitare una memoria che rischia di andare perduta, restituendo dignità ai nomi e ai corpi di quanti caddero per servire la patria».