Marsala, Posidonia e rifiuti sulla spiaggia di Berbaro. La protesta
La Posidonia protegge le spiagge dall’erosione. Ma quando tra le foglie si accumulano bottiglie, lattine, plastica, vetri e acqua stagnante, la lezione di ecologia rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli.
Succede, secondo quanto denunciano alcuni residenti e frequentatori del litorale, nella spiaggia libera di contrada Berbaro, a Marsala. Il tratto interessato è quello compreso tra la zona successiva allo sbocco e il Lido Mediterraneo, conosciuto anche come Pakeka.
I cittadini stanno preparando una richiesta collettiva di sopralluogo da inviare alla sindaca Andreana Patti, alla Capitaneria di Porto, all’Asp di Trapani e agli uffici competenti in materia di demanio, ambiente e igiene pubblica.
“Con i bambini la situazione è diventata indecorosa”
Nella memoria tecnico-amministrativa predisposta dai residenti viene descritta la presenza di un accumulo esteso e persistente di Posidonia spiaggiata.
In alcuni punti, sostengono i firmatari, il materiale vegetale formerebbe delle vere e proprie barriere, rendendo difficoltoso attraversare l’arenile e raggiungere il mare.
“Con i bambini la situazione è diventata veramente indecorosa”, racconta uno dei residenti, che ha documentato le condizioni della spiaggia con alcune fotografie.
La segnalazione riferisce anche della presenza di ristagni d’acqua, insetti, zanzare e cattivi odori, percepibili nelle abitazioni e nei villaggi vicini. Una situazione che, precisano gli stessi cittadini, dovrà essere verificata direttamente dagli enti sanitari e ambientali competenti.
Rifiuti nascosti tra gli accumuli
Il problema segnalato non riguarda soltanto la Posidonia.
Tra le foglie e al di sotto degli accumuli, secondo i residenti, sarebbero presenti lattine, bottiglie di plastica e di vetro, sacchetti, imballaggi, frammenti e altri materiali potenzialmente pericolosi.
Oggetti che, una volta inglobati nella massa vegetale, diventano difficili da individuare e possono rappresentare un rischio soprattutto per i bambini.
I cittadini non chiedono una indiscriminata eliminazione della Posidonia e riconoscono il suo importante valore ambientale. Chiedono, però, che venga separata dai rifiuti e gestita in modo da garantire contemporaneamente la tutela della costa e la possibilità di utilizzare la spiaggia.
L’intervento che non avrebbe risolto il problema
Nei giorni scorsi sarebbe stato eseguito un intervento sul tratto di arenile, ma, secondo i residenti, una parte della biomassa sarebbe stata semplicemente spostata verso il centro della spiaggia e in direzione del mare.
“Praticamente hanno spostato le alghe e le hanno messe al centro della spiaggia. Adesso dicono che non possono più toccarle”, spiega uno dei promotori dell’iniziativa.
Va ricordato, peraltro, che la Posidonia non è un’alga, ma una pianta marina. Un dettaglio scientifico che non risolve il problema di Berbaro, ma almeno restituisce alla protagonista di questa vicenda la sua corretta carta d’identità.
Secondo i firmatari, in assenza di mareggiate significative, il materiale sarebbe rimasto nella stessa zona, tornando progressivamente verso la battigia per effetto del moto ondoso.
I residenti chiedono un sopralluogo congiunto del Comune, della Capitaneria di Porto e dell’Asp di Trapani.
Domandano inoltre:
la verifica delle condizioni ambientali e igienico-sanitarie;
la rimozione dei rifiuti presenti tra gli accumuli;
il ripristino di accessi agevoli e sicuri al mare;
un piano stagionale per la gestione della Posidonia;
controlli periodici durante l’estate;
una comunicazione pubblica sugli interventi programmati e sui tempi di esecuzione.
La petizione sarà accompagnata da fotografie e dalle sottoscrizioni di residenti, proprietari di abitazioni e frequentatori della zona.
Spiagge libere e stabilimenti
Nella memoria viene evidenziata anche quella che i cittadini considerano una disparità tra i tratti in concessione e le spiagge libere.
Gli stabilimenti, osservano, riescono generalmente a mantenere accessi e arenili fruibili. A pochi metri di distanza, invece, la spiaggia libera resterebbe per settimane in condizioni di degrado.
Ed è probabilmente questo il punto politico della vicenda. Proteggere la Posidonia è necessario. Proteggere la Posidonia insieme a bottiglie, vetri e sacchetti di plastica, un po’ meno.
Adesso i residenti chiedono alle istituzioni di verificare direttamente la situazione e di scegliere, tra le diverse possibilità previste dalla normativa, quella più adatta al tratto di costa di Berbaro. Perché la tutela dell’ambiente e il diritto di entrare in mare senza affrontare una corsa a ostacoli dovrebbero riuscire, almeno qualche volta, a stare dalla stessa parte.
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