Grande partecipazione a Pantelleria per l’audizione pubblica che ha sancito un passaggio storico nel percorso di valorizzazione culturale e identitaria dell’isola: la comunità pantesca è stata ufficialmente riconosciuta come “Custode dell’Identità Territoriale”, per avere preservato e tramandato nei secoli il proprio Genius Loci, fatto di tradizioni, paesaggio, agricoltura e memoria collettiva.
“Il gusto come identità, il vento come spirito, la terra come memoria” non è stato soltanto il sottotitolo dell’iniziativa, ma il filo conduttore di un’intera giornata dedicata all’anima più autentica di Pantelleria. Un’isola sospesa tra Sicilia e Africa, modellata dal vento e dalla pietra lavica, dove ambiente e cultura continuano a convivere in un equilibrio costruito dal lavoro dell’uomo e dalla capacità di adattarsi a una terra aspra e unica.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre conferito il titolo di “Ambasciatore dell’Identità Territoriale” a Italo Cucci, pantesco d’adozione e recentemente nominato presidente del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, per il costante impegno nel raccontare e promuovere l’isola in Italia e all’estero.
A moderare i lavori è stata Francesca Di Giovanni, consulente del sindaco Fabrizio D’Ancona, che ha seguito il percorso propedeutico all’ingresso dell’amministrazione comunale nella rete dei Borghi Genius Loci De.Co. In apertura è stata richiamata la celebre frase di Gustav Mahler: “La tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco”, interpretata come simbolo di un’identità viva, da custodire e trasmettere.
Al centro del dibattito il concetto di Genius Loci, inteso come legame profondo tra territorio, comunità e cultura produttiva. Una visione che affonda le radici nel pensiero di Luigi Veronelli, secondo cui il territorio rappresenta la sintesi di storia, clima, saper fare e identità.
In questo quadro, la Denominazione Comunale (De.Co.) è stata indicata come uno strumento di tutela culturale e politica del territorio, capace di valorizzare produzioni, tradizioni e pratiche locali. Fondamentale il ruolo della Rete Nazionale dei Borghi Genius Loci De.Co., coordinata da Nino Sutera.
L’audizione pubblica, ospitata al Qalea Hotel di Suvaki, ha segnato formalmente l’avvio del percorso per il riconoscimento di Pantelleria come Borgo Genius Loci De.Co. e il suo ingresso nella rete nazionale. Presenti numerosi rappresentanti istituzionali e protagonisti del territorio, tra cui il vicesindaco Adele Pineda, l’assessore all’Agricoltura Massimo Bonì, la presidente della Pro Loco Michela Silvia, il direttore del Parco Carmine Vitale e il tecnico agronomo Davide Emma.
Molto apprezzati anche gli interventi dal pubblico di Salvatore Murana, della presidente di Pantelleria Enoica Caterina D’Ancona e di Giampaolo Rampini. Determinante il supporto dell’UNPLI, con il contributo da remoto del presidente nazionale Nino La Spina.
Pantelleria punta così a costruire un modello di sviluppo che va oltre il turismo tradizionale, trasformando la propria identità in una leva culturale, economica e politica. È in questa prospettiva che nasce la prima edizione di “Genius Loci dell’Elaio-Enogastronomia di Pantelleria”, iniziativa che inserisce l’isola nel dibattito contemporaneo sul valore identitario del cibo mediterraneo e sulla candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO.
Sostenuto dall’assessorato regionale all’Agricoltura, dal Comune, dal Parco Nazionale, dalla Pro Loco e dalla rete Idimed, il progetto interpreta l’enogastronomia come una vera infrastruttura culturale del territorio.
Dalla vite ad alberello ai dammusi, dai giardini panteschi ai sistemi tradizionali di raccolta dell’acqua, Pantelleria continua così a raccontare una storia di adattamento intelligente tra uomo e natura. Un patrimonio identitario che l’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio D’Ancona punta oggi a custodire e tramandare attraverso nuovi strumenti di governance territoriale.
Perché, come emerso durante la giornata, il futuro dei territori passa dalla capacità di riconoscere e valorizzare la propria identità autentica. Un’identità che non si replica, ma si custodisce e si trasmette.