Dopo anni di cantieri, ritardi, polemiche e attese infinite, oggi è il giorno dei nastri da tagliare. In provincia di Trapani entreranno ufficialmente in funzione i nuovi pronto soccorso degli ospedali Sant’Antonio Abate di Trapani e Vittorio Emanuele II di Castelvetrano. Un doppio intervento che punta a ridisegnare l’emergenza sanitaria nel territorio, con spazi più moderni, percorsi separati e una gestione più efficiente dei pazienti.
Per l’occasione arriverà in provincia anche il neo assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso.
Gli orari delle inaugurazioni
La giornata partirà da Trapani, dove il taglio del nastro è previsto alle 16 al Sant’Antonio Abate. Subito dopo, alle 18, ci si sposterà a Castelvetrano per l’apertura della nuova area di emergenza del Vittorio Emanuele II.
Due inaugurazioni simboliche ma anche molto attese, soprattutto dopo le criticità che negli ultimi anni hanno investito i pronto soccorso siciliani, spesso alle prese con sovraffollamento, carenza di personale e strutture non adeguate.
Cosa cambia al pronto soccorso di Trapani
Gli interventi al Sant’Antonio Abate sono stati finanziati dalla Regione Siciliana durante il mandato dell’ex assessore Ruggero Razza, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione delle aree di emergenza.
Il progetto ha previsto una redistribuzione degli spazi e nuovi percorsi dedicati ai pazienti. Tra le novità più importanti c’è il trasferimento del Servizio Medici Iperbarici nei locali dell’ex chiesa dell’ospedale, operazione che ha permesso di liberare aree strategiche per il pronto soccorso.
Con il completamento dei lavori sono stati rifatti e adeguati impianti e strutture, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei flussi dei pazienti e ridurre i tempi di attesa.
Secondo le stime dell’Asp, il nuovo assetto dovrebbe consentire:
- una riduzione del 33% dei tempi di attesa al Triage;
- un taglio del 25% dei tempi di permanenza dei pazienti in area emergenza.
Numeri che adesso dovranno però essere verificati nella pratica quotidiana di un ospedale che continua a fare i conti con grandi pressioni e con una cronica carenza di personale sanitario.
Castelvetrano, una storia travagliata
Più complessa la vicenda del pronto soccorso di Castelvetrano. I lavori erano stati finanziati dalla Regione con uno stanziamento da circa 500 mila euro, ma il cantiere ha subito una lunga interruzione a causa di un contenzioso tra l’Asp di Trapani e l’impresa incaricata.
Solo nella seconda metà dello scorso anno l’intervento è ripartito grazie ai fondi del Pnrr.
Adesso la nuova area di emergenza viene consegnata con diversi interventi strutturali completati:
- rifacimento del tetto;
- manutenzione della facciata;
- revisione di gran parte del prospetto esterno;
- nuova “camera calda” per le ambulanze;
- nuova “sala rossa” dedicata ai pazienti più gravi;
- nuova area Triage;
- percorso separato per le vittime di violenza.
L’Asp: “Accelerazione sui lavori”
L’inaugurazione arriva mentre l’Asp di Trapani annuncia anche un’accelerazione sugli altri cantieri sanitari finanziati dal Pnrr.
Dal primo giugno, infatti, entrerà operativa una cabina di regia interna dedicata al monitoraggio delle opere. Secondo quanto comunicato dalla Direzione strategica dell’Asp, sono già stati effettuati 72 controlli sull’avanzamento dei progetti per evitare ulteriori rallentamenti.
Una necessità quasi obbligata, visto che la sanità trapanese negli ultimi anni ha accumulato ritardi importanti proprio sui lavori infrastrutturali.
Il nodo vero resta il personale
Le nuove strutture rappresentano senza dubbio un passo avanti. Più spazi, percorsi più funzionali e aree moderne erano necessari da tempo. Ma il vero banco di prova sarà un altro: il personale.
Perché un pronto soccorso nuovo può migliorare organizzazione e comfort, ma senza medici, infermieri e operatori sufficienti il rischio è che resti soltanto una bella cornice. E in Sicilia, sul fronte dell’emergenza sanitaria, il problema resta ancora drammaticamente aperto.