Non sarà soltanto un concerto. Non sarà nemmeno una semplice manifestazione culturale. “A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia”, in programma sabato 30 maggio nel Sistema delle Piazze di Castelvetrano, rappresenta ormai uno degli appuntamenti simbolo dell’antimafia culturale in Sicilia. Un evento nato dal basso, dall’urgenza di trasformare una ferita collettiva in occasione di riscatto, e che oggi richiama artisti, attivisti, giornalisti, magistrati e cittadini da tutta Italia.
La scelta del luogo non è casuale. Castelvetrano è la città natale di Matteo Messina Denaro, il boss stragista arrestato nel gennaio 2023 dopo trent’anni di latitanza. Proprio in questo territorio, per decenni, Cosa Nostra ha esercitato un controllo profondo sul tessuto sociale, economico e politico. Ed è qui che oggi prende forma una risposta pubblica fatta di arte, parole, testimonianze e partecipazione.
Dalla cattura del boss a un movimento culturale permanente
La prima edizione di “A Nome Loro” nacque quasi spontaneamente pochi giorni dopo l’arresto di Messina Denaro. Un’iniziativa ideata dalla pianista e compositrice jazz Sade Mangiaracina insieme ad altri artisti e operatori culturali siciliani che sentirono la necessità di occupare simbolicamente quello spazio con una narrazione diversa: non più il territorio del boss, ma il territorio della memoria e della rinascita.
Nel 2024 la manifestazione si spostò nel suggestivo scenario del Parco Archeologico di Selinunte, tra i templi affacciati sul mare. Quest’anno, invece, la scelta di tornare nel cuore di Castelvetrano assume un significato ancora più forte: riportare la cultura e la partecipazione civile proprio nei luoghi che per troppo tempo sono stati associati al silenzio e alla paura.
Un’intera giornata tra concerti, testimonianze e incontri
La quarta edizione prenderà il via dalle 14 e andrà avanti fino a notte inoltrata con una lunga maratona artistico-culturale a ingresso gratuito.
Sul palco saliranno alcuni tra i nomi più importanti della musica italiana: Donatella Rettore, Nada, The Zen Circus, Simona Molinari, Mauro Ermanno Giovanardi, Avion Travel, Rancore, Anastasio, Galeffi, Mario Venuti & Tony Canto, Savana Funk e molti altri. Tra gli ospiti anche Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista, oltre a giovani artisti emergenti selezionati attraverso il contest nazionale “MyHope”, realizzato in collaborazione con il CET di Mogol.
Non solo musica. La manifestazione alternerà performance artistiche e momenti di riflessione con testimonianze dirette di protagonisti della lotta alla mafia e familiari delle vittime. Attesi, tra gli altri, Luisa Impastato di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, il giornalista Salvo Palazzolo, l’ex poliziotto Rino Germanà, il giudice Massimo Russo e rappresentanti di associazioni come Libera, Addiopizzo e Fondazione Falcone.
Un intreccio di linguaggi diversi che punta a coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, utilizzando la musica e la cultura come strumenti di educazione civile.
Castelvetrano e la sfida del cambiamento
Negli ultimi anni Castelvetrano ha cercato di scrollarsi di dosso l’etichetta di “città del boss”. Non è stato semplice. Il peso mediatico e simbolico della figura di Messina Denaro ha segnato profondamente il territorio, spesso raccontato soltanto attraverso le cronache giudiziarie.
Manifestazioni come “A Nome Loro” provano invece a costruire un racconto alternativo. Non una rimozione del passato, ma una presa di coscienza collettiva. Portare migliaia di persone nelle piazze della città per parlare apertamente di mafia, memoria e responsabilità significa anche rompere definitivamente con l’omertà che per anni ha accompagnato il potere mafioso.
L’evento assume così un valore che va oltre la dimensione artistica: è un gesto pubblico di riappropriazione dello spazio urbano e dell’identità del territorio.
Il ruolo della cultura nella lotta alla mafia
“A Nome Loro” conferma quanto la cultura possa diventare strumento concreto di contrasto alla criminalità organizzata. La mafia prospera nel silenzio, nell’isolamento e nella rassegnazione; iniziative come questa, invece, generano comunità, confronto e partecipazione.
Non è un caso che sul palco convivano artisti affermati, attivisti, studenti, volontari e cittadini comuni. La manifestazione punta proprio a creare un linguaggio condiviso capace di parlare a pubblici diversi, superando la retorica delle celebrazioni istituzionali.
L’antimafia raccontata attraverso la musica, il teatro e le testimonianze dirette riesce infatti ad arrivare soprattutto ai più giovani, trasformando la memoria delle vittime in esperienza viva e contemporanea.
Due giorni di eventi e il villaggio enogastronomico
Le iniziative partiranno già il 29 maggio con l’apertura del villaggio enogastronomico dedicato alle eccellenze del territorio del Belice. Aziende locali, artigiani, Pro Loco e associazioni animeranno il centro cittadino con degustazioni, stand e attività aperte al pubblico.
Sempre venerdì sera è previsto anche un dj set in piazza con Martina Martorano e Dario Mangiaracina, mentre durante la giornata sarà possibile assistere ai soundcheck aperti degli artisti.
L’obiettivo degli organizzatori è trasformare l’evento in una vera festa collettiva della legalità, capace di coinvolgere l’intera comunità locale e migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia.
Un messaggio che guarda al futuro
“A Nome Loro” non vuole essere soltanto un appuntamento annuale. Il progetto continua durante tutto l’anno attraverso incontri nelle scuole, laboratori e attività dedicate ai giovani artisti emergenti.
La sfida più importante resta quella di costruire una nuova coscienza collettiva in territori storicamente segnati dalla presenza mafiosa. E farlo partendo dalla cultura, dalla musica e dalla partecipazione pubblica rappresenta forse uno dei segnali più forti di cambiamento.
Sabato 30 maggio, a Castelvetrano, le piazze della città non parleranno il linguaggio della paura. Parleranno “a nome loro”: delle vittime innocenti di mafia, ma anche di una Sicilia che prova a riscrivere la propria storia.