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29/05/2026 06:00:00

Trapani, nasce “Oltre e Rigenerazione”: nuovo gruppo consiliare nel caos decadenze 

A Palazzo Cavarretta nasce un nuovo gruppo consiliare dentro la maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida. Si chiama “Oltre e Rigenerazione” e mette insieme l’esperienza politica di “Rigenerazione” con quella del movimento “Oltre”, dando vita a una componente che, almeno nelle intenzioni, punta a pesare di più negli equilibri dell’aula.

 

Il gruppo sarà composto da Andrea Genco, Angela Grignano, Giovanni Parisi, Baldo Accardo e Salvatore Braschi, nominato capogruppo, mentre Parisi sarà vicecapogruppo. Cinque consiglieri che scelgono di presentarsi come un fronte compatto all’interno della coalizione di governo cittadina, rivendicando una collocazione netta a sostegno dell’amministrazione.

 

Ma dietro la nascita del nuovo soggetto consiliare c’è molto più di una semplice ricomposizione interna. Nel documento politico che accompagna la costituzione del gruppo, viene infatti richiamata apertamente la collaborazione tra gli assessori Giusy Ilenia Poma e lo stesso Genco, indicati come i riferimenti di questo nuovo percorso comune. Un asse politico che prende forma dentro la maggioranza e che sembra voler costruire anche una propria identità generazionale. Non a caso viene sottolineato come Poma e Genco siano “i più giovani componenti dell’amministrazione comunale”.

 

La nascita di “Oltre e Rigenerazione” arriva però nel momento forse più delicato dell’intera consiliatura: quello della possibile decadenza dei consiglieri comunali finiti al centro di uno scontro politico, amministrativo e giuridico che va avanti da mesi.

 

Tutto nasce dalle sedute del 22 e 23 ottobre 2025 sul caso PalaDaidone. In quelle giornate nove consiglieri di maggioranza decisero di non partecipare ai lavori d’aula facendo mancare il numero legale, motivando pubblicamente l’assenza come una protesta politica contro una discussione ritenuta estranea alle competenze del consiglio comunale.

 

Da lì si è aperta la procedura di decadenza prevista dall’articolo 29 dello Statuto comunale, che contempla la perdita della carica dopo tre assenze consecutive senza giustificato motivo. Ma proprio sull’interpretazione di quel “giustificato motivo” si è consumato lo scontro.

Il segretario generale del Comune, Giovanni Panepinto, aveva infatti sostenuto che le motivazioni politiche addotte dai consiglieri fossero pienamente legittime e che la decadenza dovesse essere considerata una misura eccezionale, da applicare soltanto in presenza di un reale disinteresse verso il mandato elettivo. Una linea sostenuta anche da diverse pronunce della giurisprudenza amministrativa richiamate nel parere tecnico. 

 

Nelle scorse settimane è poi arrivata la risposta dell’Assessorato regionale agli Enti Locali, attesa da mesi e destinata a pesare sugli equilibri politici di Palazzo Cavarretta. La Regione, di fatto, ha confermato quasi integralmente l’impostazione del segretario generale: la decadenza resta una misura straordinaria, non esiste alcun automatismo e perfino l’astensionismo politico può costituire una giustificazione valida alle assenze in aula. Inoltre, ogni posizione dovrà essere valutata singolarmente e non in maniera collettiva. 

Ma il parere regionale contiene anche un altro elemento decisivo: pur riconoscendo la validità delle motivazioni politiche, la Regione ha chiarito che la decisione finale spetta comunque al consiglio comunale, qualora la conferenza dei capigruppo ne richieda il passaggio in aula. 

Ed è qui che la vicenda torna pienamente politica.

 

Oggi, 29 maggio, è infatti prevista la conferenza dei capigruppo chiamata a decidere il percorso della procedura. Una convocazione sollecitata dai consiglieri Peralta, Parisi e Desideri.

La questione rischia di trasformarsi in un autentico campo minato. Se infatti l’opposizione dovesse votare compatta per la decadenza dei consiglieri coinvolti, questi ultimi sono già pronti a ricorrere al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento. E proprio il parere degli Enti Locali, insieme a quello del segretario Panepinto, potrebbe rafforzare la loro linea difensiva. 

 

Ma è soprattutto il tema della responsabilità politica e personale dei capigruppo ad agitare Palazzo Cavarretta. Perché, qualora il consiglio comunale dovesse votare la decadenza e successivamente il Tar dovesse sospendere o addirittura annullare il provvedimento, il peso della scelta ricadrebbe inevitabilmente su chi avrà guidato politicamente quell’operazione.

Ed è proprio per questo che i capigruppo potrebbero ragionare sulla necessità di una responsabilità condivisa e formalmente acclarata da parte dei consiglieri chiamati a votare. Anche perché il regolamento prevede il voto segreto per le questioni riguardanti persone, aprendo così al rischio concreto di franchi tiratori nell’opposizione.

 

Uno scenario che potrebbe produrre effetti paradossali: consiglieri pronti pubblicamente a sostenere la linea della decadenza, ma molto meno disposti ad assumerne individualmente le conseguenze politiche e giuridiche dentro l’urna segreta.

Secondo indiscrezioni filtrate da Palazzo Cavarretta, sarebbero appena otto i consiglieri realmente intenzionati a votare la decadenza. Numeri fragili, mobili, destinati a cambiare fino all’ultimo minuto dentro alleanze che continuano a ridefinirsi.

 

Ed è proprio in questo quadro che il nuovo gruppo “Oltre e Rigenerazione” assume un significato che va oltre la semplice formalizzazione consiliare. Perché il gruppo dei “giovani” diventa adesso anche il più numeroso dentro l’area che sostiene Tranchida, candidandosi inevitabilmente ad avere un peso nelle future dinamiche politiche della città.

 

Resta da capire se si tratterà soltanto di una ricomposizione tecnica utile ad affrontare una fase di emergenza politica, oppure dell’inizio di un nuovo contenitore destinato a occupare uno spazio più centrale negli assetti amministrativi ed elettorali trapanesi.

 

Di certo, a Trapani, ogni nuovo gruppo consiliare racconta sempre qualcosa di più profondo di un semplice riassetto d’aula: racconta una maggioranza che prova continuamente a ridefinire i propri equilibri, mentre attorno cresce il sospetto che la vera partita non sia più soltanto amministrativa, ma ormai interamente politica ed elettorale.