Marsala festeggia il 2 giugno, ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, con una nuova sindaca, Andreana Patti, mentre si attende che l’Ufficio Elettorale Centrale, presieduto dal giudice Giampaolo Bellofiore e riunito in Camera di Consiglio nella Sala delle Lapidi, a conclusione del riconteggio dei voti di lista e di quelli dei candidati in tutte le sezioni, ufficializzi il risultato e proclami i nuovi consiglieri comunali.
Tutto ciò è possibile da ottant’anni grazie alla liberazione dal fascismo che, per ventidue anni, dal 1924, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti e con l’approvazione delle leggi fascistissime, abolì di fatto le consultazioni elettorali. Nel 1939 venne soppressa la Camera dei Deputati e sostituita dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, i cui membri non venivano eletti, ma nominati direttamente dagli organi del Partito Nazionale Fascista e dalle corporazioni. Il 2 giugno 1946, al referendum tra Monarchia e Repubblica, furono ammesse per la prima volta al voto anche le donne.
In questi ottant’anni la democrazia italiana ha dovuto superare molti ostacoli: gli anni di piombo, che ebbero inizio con la strage di Piazza Fontana a Milano, provocata da un attentato terroristico di matrice neofascista compiuto il 12 dicembre 1969; il tentativo di golpe Borghese, organizzato durante la notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 da Junio Valerio Borghese, fondatore del Fronte Nazionale, con la collaborazione di Avanguardia Nazionale; la loggia P2, fondata da Licio Gelli, organizzazione eversiva che elaborò il cosiddetto “Piano di rinascita democratica”, un progetto politico da attuare una volta conquistato il potere.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 1° giugno, prima del concerto eseguito dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma al Quirinale in onore del Corpo diplomatico accreditato presso lo Stato italiano per la Festa della Repubblica, ha ricordato che il 2 giugno 1946, con la scelta della Repubblica, ebbe inizio:
«Un percorso nuovo, basato sulla libertà, la pace, la democrazia e la giustizia sociale, sancito dalla Costituzione che sarebbe entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Durante i lavori dell’Assemblea Costituente, nei commenti degli osservatori venivano enfatizzati i due principi che poi sarebbero divenuti il nucleo dell’articolo 11 della nostra Carta fondamentale: il ripudio della guerra come strumento per regolare le controversie internazionali, irreversibile cambio di prospettiva rispetto al fascismo, e la scelta di condividere la sovranità con altri popoli in condizioni di parità, per dar vita a un ordinamento che potesse assicurare pacifica convivenza ed eguaglianza tra gli Stati. Segno eloquente della volontà della Repubblica di essere parte attiva nella comunità internazionale, partecipando alla costruzione del nuovo ordine multilaterale. Signore ambasciatrici, signori ambasciatori, in questa importante ricorrenza constatiamo che la promessa per il futuro rappresentata dalla scelta repubblicana è stata realizzata».
Per quanto riguarda la giustizia sociale, indubbiamente, con la sanità, la scuola e la previdenza sociale pubbliche, il risultato è molto positivo. Sul diritto al lavoro, sulla tassazione, sul contrasto all’enorme evasione fiscale e sulla regolamentazione dei mercati, invece, la strada da percorrere resta ancora lunga.
L’Italia ha certamente svolto un ruolo importante nella costruzione del nuovo ordine multilaterale, ma sui conflitti in Ucraina, a Gaza e in Iran, ad oggi, la sua capacità di incidere appare limitata. Nei tre miliardi di euro inviati a Kiev sono comprese anche forniture militari provenienti dagli stock e dai depositi delle Forze Armate italiane, spesso costituiti da materiali obsoleti o in via di dismissione, i cui costi di aggiornamento sono stati talvolta sostenuti dagli alleati.
Buon compleanno, Repubblica Italiana. Il regalo che i cittadini possono offrirti è un rinnovato esercizio dell’educazione civica, praticata ogni giorno e applicata anzitutto a se stessi.
Vittorio Alfieri