"Accura": imparare a stare al mondo imitando Madre Terra
Un incontro tra musica, letteratura ed ecologia integrale per riflettere su un nuovo modo di abitare il mondo, ispirato al Cantico di Frate Sole di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte (1226-2026).
Nell’aula magna del Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani, si è svolto un evento organizzato dal Centro Italiano Femminile di Trapani, dallo stesso Conservatorio e dalla Diocesi di Trapani, che ha messo al centro il valore attuale del messaggio francescano e la sua capacità di parlare al presente.
“Rileggere San Francesco oggi non è un esercizio poetico, ma un gesto profetico. E, direi, anche politico nel senso più alto del termine”, ha spiegato fra Antonino Clemenza, frate minore e docente di filosofia economica alla Pontificia Università Antonianum. Un politico inteso come “spiritualità incarnata”, capace di ripensare il vivere insieme non sulla competizione o sul possesso, ma sulla fraternità e sulla cura reciproca.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come il 2026, anno del Giubileo francescano, rappresenti un’occasione per tornare al Cantico delle Creature come testo ancora attualissimo, in dialogo anche con i principi costituzionali che tutelano ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Un richiamo che, secondo la presidente del CIF di Trapani Mariella Maltese, invita a una riflessione concreta sul rapporto tra uomo e natura.
La serata, moderata da Lilli Genco, ha alternato interventi istituzionali e momenti di approfondimento culturale, con la lettura del Cantico affidata all’attrice Maria Pia Pantaleo e interventi musicali al pianoforte del maestro Giacomo Barraco, oltre ai contributi del pubblico.
Particolarmente significativo l’intervento dedicato al termine dialettale siciliano accùra, dal verbo accurari, che significa “fare attenzione”, ma anche “avere cura” e “custodire”. Un’espressione che, come è stato spiegato, racchiude un duplice invito: vigilare e proteggere, proprio come fa la Madre Terra. Accanto a questo, anche il verbo guvirnari, legato alla tradizione pastorale, è stato richiamato come immagine della cura responsabile di ciò che si ha in custodia.
L’incontro si è concluso con l’invito a tradurre queste riflessioni in scelte quotidiane concrete e con un’esecuzione musicale finale al pianoforte del sacerdote don Fabiano Castiglione, assistente spirituale del CIF di Trapani e docente al Conservatorio.
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