L'elezione amministrativa del maggio scorso a Marsala ha certificato, impietosamente, l'assenza della sinistra in città. Fin da subito, quando il campo largo, preferibilmente progressista, diede l'endorsement alla neosindaca, era palese che la costruzione dell'alleanza sarebbe stata difficilmente vincente. La ragione è che Rifondazione Comunista in città è un ectoplasma e il Partito Socialista Italiano e il M5S, con voti pari a un prefisso telefonico, come già scritto in tempi non sospetti, a tre cifre, lo hanno confermato con la lista formata insieme, Movimento 5 Stelle - Avanti Marsala PSI, e con il risultato elettorale di 767 voti. Al confronto, i 510 consensi dei parvenu del Movimento Popolare Arcobaleno sono un successo interplanetario del sistema solare.
L'allora candidata a sindaca, pur definendosi non politica ma un tecnico liberale, aveva le idee chiarissime: «senza voti nun si canta missa». E il centrodestra, spaccato sul nome da contrapporre a Grillo, è arrivato in soccorso, accolto a braccia apertissime come Rose alias Kate nel Titanic. Infatti, lei si è salvata, ma anche il perfido, politicamente, Grillo alias Carl si è salvato grazie ai 13.804 consensi.
Poi, in ossequio al concetto di Hegel, il Pd ha fatto tesi, antitesi e sintesi. Ossia: Licari, 970 voti, e Rodriquez, 667 voti, tesserati con il PD nel 2020 ma candidati in altre liste, contrapposti a Cavasino, con 562 preferenze, eletto in Liberi nel 2020, e Di Girolamo Giovanni, 362 voti, nel PSI Marsala Città Punica nel 2020, entrambi a sostegno di Massimo Grillo.
I quattro folgorati sul tram chiamato Pd-desiderio, con 2.281 voti pari al 66% di quelli raccolti dal partito, tutti tranne Di Girolamo, sono tornati a Sala delle Lapidi, senza dimenticare la Caliò, nominata assessora, che con 446 preferenze innalza la percentuale al 79%.
Il Pd, rispetto all'ultima presenza nel 2015 con 7 consiglieri, ha fatto una purga staliniana ed è rimasto il solo Rodriquez, mentre la scalata della Licari si è realizzata.
Per Daniele Nuccio, neoassessore, parla la sua storia politica: nel 2015 appoggiò Di Girolamo nella lista civica Cambiamo Marsala, alleata di Sturiano, venendo eletto consigliere comunale insieme alla Licari e ad Arturo Galfano. Nel 2020 prima con la Patti, sostenendola con Rallo, dichiaratamente di destra, e Angileri, fuoriusciti dal M5S; poi in Cento Passi per la Sicilia con Nicola Fici e Mario Rodriquez, pronti ad allearsi con la Dc di Cuffaro.
Nell'attesa degli altri tre assessori, si nota che il consiglio comunale ha una connotazione di centrodestra perché, nonostante la foglia di fico del civismo, esiste la differenza tra destra, centro e sinistra. E di centrosinistra, guardando la storia personale dei nuovi consiglieri comunali di maggioranza, escludendo Licari e Rodriquez del Pd, ci sono solo Lillo Gesone e Maniscalco. Da attenzionare il percorso progressista di Piero Cavasino.
Ovviamente, il mancato quorum di AVS ribadisce che la sinistra in città è inesistente e la socialdemocrazia è marginale.
Vittorio Alfieri