Marsala si ritrova senza acqua, abitazioni, attività commerciali, ristoratori. Piaga che si verifica con una certa ricorrenza e che in estate diventa più grave per la maggiore presenza in città di turisti. A lamentarsi i cittadini, di una situazione che va avanti da anni e che avrebbe richiesto, nè adesso e nemmeno nei 5 anni passati, una radicale trasformazione degli interventi per ammodernare le reti idriche. Situazione che va avanti da oltre 15 anni.
Eppure, più che l’acqua, a scorrere copiosamente nelle ultime ore sono state le polemiche sui social. L’emergenza ha infatti riacceso lo scontro tra esponenti della politica locale, ciascuno impegnato a raccontare la propria versione dei fatti e ad attribuire responsabilità agli avversari. Archiviata la campagna elettorale, è iniziata la stagione del dissing permanente.
Con una differenza sostanziale: mentre la politica litiga, i cittadini continuano ad aprire i rubinetti senza trovare acqua.
Ad aprire le danze la consigliera comunale e segretaria cittadina del PD, Linda Licari, che lancia un affondo: “Quello che sta accadendo in queste ore attorno all'ennesima, gravissima rottura della condotta idrica cittadina richiede una operazione di verità e di responsabilità politica. Assistiamo a tentativi maldestri, da parte di “tifosi” della passata amministrazione, di strumentalizzare un problema cronico, ribaltando le colpe su chi oggi si trova a gestire l’emergenza”.
Licari poi parla dell’ex sindaco Massimo Grillo, che non avrebbe fatto nulla con i fondi del PNRR del 2022: “Parliamo di un fondo nazionale da oltre 2 miliardi di euro destinato proprio al rifacimento delle reti idriche, che ha visto finanziare centinaia di progetti in tutta Italia e in Sicilia. Mentre altri Comuni coglievano questa opportunità per mettere in sicurezza il proprio territorio, la passata amministrazione di Marsala ha scelto di non presentare alcun progetto”.
A seguire Rino Passalacqua, eletto tra le fila della Patti, che di Alberto Di Girolamo fu assessore ai Lavori Pubblici, delega che interviene direttamene sulla questione. Passalacqua risponde a chi attacca la nuova Amministrazione: “Quello che sta avvenendo in queste ore per il classico e annoso problema della rottura della condotta idrica, ha raggiunto livelli di imbecillità da parte dei tifosi della passata amministrazione che mi fa capire il livello di questi soggetti; casomai il vostro idolo/ex sindaco non ve lo ha detto, egli ha avuto la possibilità attraverso i fondi Pnnr di rifare completamente la condotta idrica della città di Marsala con un bando del 2022 in cui vi erano 2 miliardi per rifare le condotte idriche di chi ne richiedeva! Sono stati finanziati centinaia di progetti soprattutto in Sicilia( era l’unica occasione visto i costi di opere del genere)! Invece il nostro( per fortuna) ex sindaco Grillo, non ha presentato nessun progetto ……dimenticavo l’ippodromo”.
La replica e il contro attacco
Flavia Sammartano consigliera comunale appena eletta in Liberi, movimento che fa capo a Massimo Grillo, accusa i due consiglieri di maggioranza di essere dei bugiardi e di strumentalizzare la questione: “Stanno intenzionalmente diffondendo informazioni false sui fondi PNRR con l’intento di disinformare i cittadini ed eludere la responsabilità della maggioranza di rendere conto ai cittadini, e di farlo anche quando ciò non è facile. L’accusa che Licari e Passalacqua rivolgono all’amministrazione Grillo è di non aver utilizzato i fondi PNRR per rifare completamente la condotta idrica di Marsala, sostenendo che ciò sarebbe stato
possibile. Neanche a dirlo, ciò è assolutamente falso e i due consiglieri di maggioranza mentono sapendo di mentire”.
Chiarisce perché quei fondi non potevano essere direttamente utilizzati: “Il motivo è molto semplice ed è noto a tutti gli addetti ai lavori: nell’ambito del PNRR i progetti sulla rete idrica e fognaria non potevano essere presentati dai singoli Comuni. La normativa prevede che la progettualità per questi interventi andava presentata da un ente provinciale chiamato ATI Idrico, che nel momento in cui si potevano presentare i progetti non era ancora abilitato a farlo. La costituzione di questo ente provinciale nel 2022, infatti, era in forte ritardo organizzativo tanto che la Sicilia è stata oggetto di commissariamenti e interventi sostitutivi in più ambiti idrici
Per quanto detto, è assolutamente chiaro che Marsala non poteva presentare assolutamente nessun progetto per rifare la rete idrica. Ed è altrettanto chiaro che Linda Licari e Rino Passalacqua hanno intenzionalmente mentito ai cittadini”.
Poi l’accusa: “Se mai ve ne fosse bisogno, ad ulteriore prova di quanto detto basta osservare un semplice dato: anche la città di Trapani - dove Andreana Patti si è occupata di PNRR come Assessore - non ha potuto presentare progetti per rifare la rete idrica.
E anche lì, come la cronaca di questi mesi racconta, le tubature continuano a cedere, con i disagi e gli allagamenti che conosciamo. Non perché qualcuno non abbia voluto ma perché, per via della situazione dell’ATI Idrico, non era possibile nel 2022 partecipare ai bandi né a Trapani né a Marsala né in altri comuni della nostra provincia.
Da oggi questi problemi cronici saranno affrontati dalla nuova maggioranza, con la responsabilità che ogni maggioranza è tenuta ad assumersi di fronte ai cittadini.
La campagna elettorale è terminata, ed è grave che le prime esternazioni degli eletti siano delle bugie così gravi e palesi. Marsala e i marsalesi meritano rispetto e verità. Se questo è l’inizio, si sta partendo con il piede sbagliato”.
Come stanno le cose
I Comuni della provincia di Trapani hanno intercettato fondi PNRR per digitalizzazione, scuole, impianti sportivi, rigenerazione urbana ed efficientamento energetico, ma non risultano progetti PNRR sulle reti idriche urbane, che invece sono stati finanziati prevalentemente attraverso gestori idrici.
E’ proprio l’ANCI nazionale nel 2022 a notiziare che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili aveva assegnato, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), 607 milioni di euro a 21 progetti volti a ridurre le perdite di acqua potabile nella rete degli acquedotti, dieci di questi erano al Sud. Bisognava però individuare sui territori il gestore del Servizio Idrico Integrato. Quindi la misura del PNRR per la riduzione delle perdite idriche prevedeva che i progetti fossero presentati da gestori del servizio idrico integrato. In tutta Italia i finanziamenti sono andati soprattutto a società di gestione degli acquedotti e non ai singoli Comuni.