Marsala, il Pd sconfessa Patti sulle panchine: «Vanno rimesse al loro posto»
Alla fine anche il Partito Democratico di Marsala ha deciso di sedersi. Non sulle panchine di Piazza Matteotti, perché la sindaca Andreana Patti le ha fatte rimuovere, ma politicamente dall’altra parte rispetto alla scelta dell’amministrazione di cui fa parte.
Il Pd marsalese prende infatti posizione contro l’eliminazione delle sedute dalla piazza e chiede apertamente che vengano ripristinate.
Una presa di distanza netta, sebbene confezionata con tutte le cautele diplomatiche necessarie quando si deve criticare un sindaco sostenuto dalla propria stessa coalizione.
«Una scorciatoia punitiva»
Il circolo cittadino del Partito Democratico afferma di comprendere le preoccupazioni di commercianti e residenti, che chiedono maggiore sicurezza, rispetto delle regole e decoro.
Ma, aggiunge subito dopo, togliere le panchine non rappresenta «la risposta più efficace» né quella più coerente con l’idea di città condivisa dalla maggioranza.
Tradotto dal politichese: la decisione della sindaca Patti non piace al Pd.
Secondo i democratici, la rimozione degli arredi urbani impoverisce la funzione sociale dello spazio pubblico, privando soprattutto anziani e persone fragili di luoghi gratuiti di riposo e socialità.
Il giudizio diventa poi ancora più duro: «Sradicare l’arredo urbano per evitare il fenomeno del bivacco rappresenta una scorciatoia punitiva e un atto di resa culturale e sociale».
Parole che sembrano scritte dall’opposizione. E che invece arrivano da uno dei partiti che sostengono l’amministrazione comunale.
La “macchina sociale intelligente”
Il Pd definisce la panchina una «macchina sociale intelligente», uno strumento elementare di welfare urbano che permette a tutti di vivere la città senza dover necessariamente consumare qualcosa in un bar o in un locale.
Le panchine, ricordano i democratici, non erano utilizzate soltanto dai ragazzi migranti finiti al centro delle polemiche, ma anche da anziani, turisti e cittadini.
Un’osservazione quasi banale, ma evidentemente necessaria: una panchina non seleziona chi può sedersi. Toglierla, invece, impedisce di farlo a tutti.
È la soluzione amministrativa più rapida: non riuscendo a gestire alcune presenze, si elimina il posto in cui quelle persone si fermano. E insieme a loro si eliminano anche tutti gli altri.
Il Pd chiede di rimettere le panchine
Il Partito Democratico propone una strada alternativa: ripristinare le sedute, aumentare il verde, potenziare l’illuminazione pubblica e programmare iniziative culturali e sociali capaci di far vivere la piazza durante il giorno e la sera.
La sicurezza, secondo il Pd, dovrebbe essere garantita attraverso la presenza, la cura e la partecipazione, non svuotando gli spazi pubblici.
Il circolo chiede dunque alla sindaca e all’amministrazione comunale di «valutare il ripristino delle panchine», inserendo l’intervento in un progetto complessivo di rigenerazione di Piazza Matteotti.
Il dissenso con spirito collaborativo
Naturalmente, dopo avere definito la decisione una scorciatoia punitiva e una resa culturale, il Pd rinnova il proprio «spirito collaborativo» nei confronti della sindaca Patti.
È la formula necessaria per ricordare che, nonostante la critica, i democratici restano dentro la maggioranza.
Ma il problema politico rimane tutto.
La scelta di togliere le panchine aveva già fatto felice il consigliere di Fratelli d’Italia Lele Pugliese, diventato ormai una sorta di quinta colonna dell’amministrazione sui temi della sicurezza e del decoro.
Adesso il Pd prova a riportare la coalizione sul terreno del centrosinistra, chiedendo più servizi, più inclusione e meno architettura ostile.
Resta da capire chi decida davvero la linea politica dell’amministrazione Patti: i partiti che l’hanno sostenuta durante la campagna elettorale oppure quelli che siedono formalmente all’opposizione.
Intanto una cosa è certa: il Partito Democratico vuole rimettere le panchine. La sindaca le ha appena tolte.
Una maggioranza unita. Ma, per il momento, rigorosamente in piedi.
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