Marsala, avanti tutta? La costruenda governance
Gentile direttore di Tp24,
intervengo sul dibattito politico a Marsala post elezioni e sulla costruenda governance della città.
I patti si rispettano. Dipende poi dalla dignità dei beneficiari rinunciare. Mi spiego: se la lista di riferimento del beneficiario non raggiunge il quorum necessario, perché dovrebbe pretendere il rispetto dei patti a discapito di quanti hanno raccolto corposi suffragi efficaci? Non dipende dal sindaco, firmatario del patto, ma da chi si renda conto della situazione.
Seguo con fastidio le pretese di alcuni, dalla consecutio temporum approssimativa e dalla scarsa preparazione, che coltivano velleità presidenziali.
La situazione marsalese è straordinaria e offre l'opportunità di un grande miglioramento.
Il momento storico è tale che Marsala potrebbe, o dovrebbe, diventare un laboratorio per il nuovo centrosinistra siciliano e, per questo, occorrerebbe favorire e magari pregare Grillo affinché accetti la carica di presidente del Consiglio comunale.
Non sfuggirà il significato, anche mediatico, di una simile scelta, a livello regionale e, perché no, nazionale.
Grillo, come sindaco, ha lavorato bene. Grillo è cosa diversa dai tanti alla ricerca d'autore: è moderato, è autore di se stesso, è stato anche candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia contro D'Alì. Grillo rappresenta una parte sana di Marsala, insieme a Paolo Ruggieri e a qualche altro.
È lui il vero vincitore politico della passata competizione.
Sarebbe un'operazione rivoluzionaria, capace di rendere Marsala capofila di una nuova politica regionale. Questo, naturalmente, se non si è miopi e se davvero si vuole cambiare il modo di fare politica.
Ne ho parlato con due deputati regionali di destra moderata e con un ex sindaco del PD della Sicilia orientale. La loro considerazione è stata la stessa: «Questo nuovo sindaco ha le p..le?»
Essendone convinto, ho commissionato, a mie spese, un mini-sondaggio sul tema.
Campione: 500 cittadini marsalesi votanti. Di questi, 250 con orientamento di sinistra (socialisti e progressisti) e gli altri 250 di destra. Abbiamo escluso i leghisti: un siciliano leghista non merita di votare in Sicilia.
Età compresa tra i 23 e i 70 anni.
In 107 non si sono espressi («Tengo famiglia» oppure telefono chiuso). In 176 condividono il tandem Patti-Grillo, anche se temono che l'ipotesi, sulla quale sono stati chiamati a esprimersi, possa essere considerata da marziani. Altri 141 si sono dichiarati favorevoli. Settantasei la considerano l'inizio di una nuova primavera politica, con Marsala capofila.
La storia non è mai stata costruita dal cittadino comune, guardingo e timoroso. Molti temono di essere protagonisti, pur avendone tutte le potenzialità.
Giuseppe Bologna
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