Arte, ambiente e partecipazione. Per tre giorni la Chiesa Valdese di Trapani diventerà uno spazio di incontro e riflessione sul rapporto tra uomo e natura grazie a "Facciamo parte di un unico mondo" (We are part of one world), il progetto artistico dell'artista visiva e performer tedesca Judith Boy, realizzato insieme al fotografo Aldo Miserendino.
L'iniziativa si svolgerà dal 12 al 14 giugno nei locali della Chiesa Valdese di via Orlandini 38, con ingresso gratuito per tutte le giornate.
Non si tratta della prima esperienza siciliana per Judith Boy.
L'artista, nata in Germania e da anni divisa tra la Renania-Palatinato e la Sicilia, ha realizzato numerose esposizioni e progetti culturali tra Palermo, Cefalà Diana e altre realtà dell'Isola, costruendo una ricerca artistica incentrata sul rapporto tra natura, spiritualità e trasformazione dei materiali. Ha studiato moda e arte a Treviri e, da oltre vent'anni, sviluppa un linguaggio che unisce pittura, installazioni, performance e recupero creativo.
La mostra raccoglie opere, installazioni e oggetti realizzati a partire da materiali recuperati e trasformati attraverso il linguaggio dell'arte. Reti pescate dal mare, fibre vegetali, pigmenti naturali e materiali industriali destinati allo scarto diventano elementi creativi che raccontano il legame tra l'uomo e l'ambiente e invitano a riflettere sulla sostenibilità e sul recupero delle risorse.
Un tema che attraversa gran parte della produzione dell'artista. Tra i suoi progetti più noti figurano infatti *"Preziosen", dedicato ai temi dell'integrazione e della diversità culturale, "Sacro Fuoco", ispirato alla Sicilia e alle sue contraddizioni, e il vasto ciclo artistico "La cacciata dal paradiso", incentrato sul rapporto tra uomo e natura.
Tra le opere esposte figurano proprio "Preziosen", "Sacro Fuoco", "La cacciata dal paradiso" e "Transforming Paradise", lavori che affrontano il tema dell'armonia perduta tra essere umano e ambiente e della possibilità di ricostruire questo equilibrio attraverso gesti concreti e consapevoli.
Anche l'utilizzo di reti marine, materiali vegetali e scarti industriali segue questa logica: nulla viene considerato rifiuto, ma parte di un processo di trasformazione che restituisce nuova vita agli oggetti.
"Ospitare questo lavoro è, per la nostra comunità, una scelta coerente con ciò in cui crediamo", spiega Georgia Betz, responsabile delle attività culturali della Comunità Valdese di Trapani.
"La tradizione protestante custodisce da sempre l'idea che la terra non ci appartenga, ma ci sia affidata. È una casa da preservare e da consegnare alle generazioni future", sottolinea Betz.
Il programma prenderà il via venerdì 12 giugno alle ore 19 con una performance inaugurale di Judith Boy, accompagnata dal fotografo Aldo Miserendino.
Sabato 13 giugno, dalle 10 alle 13, spazio invece alla partecipazione diretta del pubblico con un laboratorio gratuito di pittura aperto a persone di tutte le età. Gli artisti metteranno a disposizione carta e colori, mentre i partecipanti potranno portare tele o altri materiali da utilizzare durante l'attività.
Domenica 14 giugno, dalle 10 alle 14, la mostra resterà aperta anche durante il culto protestante, consentendo ai visitatori di conoscere il progetto e dialogare con gli organizzatori.
L'iniziativa è sostenuta dal Land Rheinland-Pfalz e dall'Associazione Artisti Liberi & Professionali ed è promossa da Judith Boy, Aldo Miserendino e Georgia Betz. Un evento che porta a Trapani una ricerca artistica internazionale fortemente legata ai temi dell'ecologia, del riuso e della responsabilità verso il territorio.
Per informazioni e prenotazioni relative al laboratorio è possibile scrivere all'indirizzo [info@chiesavaldesetrapani.it]