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09/06/2026 10:41:00

Trapani, Orazio Labbate inaugura la summer edition di “In Vino Veritas”

Sarà lo scrittore Orazio Labbate il protagonista del primo appuntamento della summer edition di “In Vino Veritas”, il podcast di e con Danilo Orlando e Valentina Colli dall'enoteca "Ostinati " di Trapani, che da questa estate si rinnova e si apre al pubblico.

L'incontro è in programma oggi alle ore 19 all'enoteca di via Spalti e sarà trasmesso, come di consueto, anche sui canali YouTube dedicati e su quello di Tp24.

La novità del format consiste proprio nell'apertura degli incontri agli spettatori. Il podcast continuerà a essere disponibile online, ma gli ospiti dialogheranno dal vivo davanti al pubblico, che potrà assistere e intervenire durante la conversazione. Un modo per trasformare “In Vino Veritas” in uno spazio di confronto diretto tra gli ospiti protagonisti e appassionati.

Per inaugurare questa nuova formula è stato scelto uno degli scrittori siciliani più originali e apprezzati della sua generazione. 

 

Nato a Comiso nel 1985, Orazio Labbate ha costruito negli anni una voce letteraria riconoscibile, capace di mescolare memoria, folklore, suggestioni gotiche e cultura pop in una narrazione fortemente legata alla Sicilia. 

Romanzi come "Lo Scuru", "Suttaterra" e "Cravuni", lo hanno imposto all'attenzione della critica nazionale come uno dei principali interpreti di quella corrente narrativa definita "gotico siciliano".

Al centro dell'incontro ci sarà inevitabilmente anche "Chianafera", il suo ultimo romanzo, considerato da molti il libro più personale e maturo della sua produzione. 

L'opera segue un protagonista che porta lo stesso nome dell'autore che, rinchiuso nel manicomio della Madonna della Catena, annota i propri pensieri in un diario che diventa il punto di partenza di una discesa negli abissi della memoria. La storia si sviluppa come una fuga fisica e mentale verso i luoghi dell'infanzia, tra visioni, doppi, ossessioni e figure archetipiche.

Il titolo richiama una contrada di Butera, nel Nisseno, che nel romanzo assume una dimensione quasi mitologica.

Come accade spesso nei libri di Labbate, la Sicilia non è soltanto un luogo geografico ma diventa uno spazio dell'anima, popolato da leggende, paure ancestrali, simboli religiosi e figure che appartengono alla memoria collettiva dell'Isola.

 

In un panorama letterario spesso orientato alla semplicità e al minimalismo, Labbate sceglie una strada opposta. La sua scrittura è ricca, barocca, musicale, piena di immagini e richiami culturali che spaziano da Edgar Allan Poe a Gesualdo Bufalino, alla cultura pop contemporanea. Un'opera da vivere più che da leggere, un'esperienza quasi sensoriale. 

"Chianafera" è stato candidato al Premio Strega 2026 e ha attirato l'attenzione della critica proprio per la capacità di trasformare una vicenda personale in una riflessione universale sull'identità, la memoria e il rapporto con le proprie radici. 

 

Per chi sarà stasera a "In Vino Veritas", il libro rappresenta probabilmente la chiave migliore per comprendere il suo universo letterario: una Sicilia oscura e visionaria, dove il racconto delle origini diventa un viaggio negli inferi dell'anima. Ma anche per scoprire se uomo e scrittore coesistono in Orazio Labbate.