Valditara ha colpito nuovamente. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, nell'esercizio di questa funzione, affermò che "l’umiliazione" fosse un "fattore fondamentale per la crescita e la costruzione della personalità" e che, davanti ai compagni, lavori di utilità sociale potessero portare al riscatto.
A maggio, durante l'inaugurazione di una scuola in Irpinia intitolata a Piersanti Mattarella, ha dichiarato che l'ex presidente della Regione Siciliana venne ucciso dalle Brigate Rosse.
Ma queste erano solo preoccupazioni, fino a quando il testo, già approvato dalla Camera e passato nei giorni scorsi con 78 voti favorevoli e 38 contrari, che regolamenta l’insegnamento dei temi legati all’educazione sessuo-affettiva, è diventato legge.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado ora è obbligatorio acquisire il consenso informato scritto dei genitori, o degli studenti se maggiorenni, prima di avviare attività o progetti su sessualità e affettività. Nelle scuole dell’infanzia e primarie, invece, è vietato.
Valditara: "Ridiamo voce ai genitori sui temi dell'identità di genere".
“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche dell’identità di genere per i figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione, che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ringrazio la maggioranza parlamentare per il grande lavoro fatto a sostegno di una riforma storica".
L'educazione sessuo-affettiva è un percorso di formazione globale sulla consapevolezza fisica (sessualità) e sull'affettività. La sessualità non è una scienza esatta, come la matematica o la fisica: è un campo di studio multidisciplinare e complesso, che coinvolge scienze biologiche, psicologiche e sociali. Proprio per via di queste variabili, la sessualità umana non può essere ridotta a leggi universali e immutabili.
L'affettività riguarda la pedagogia che consiste nel saper riconoscere e gestire le emozioni, per costruire relazioni sane e consensuali. La storia è una scienza umana non esatta, la filosofia una disciplina umanistica, così come l'educazione civica o l'arte.
Valditara ha ragione: la Costituzione attribuisce ai genitori il diritto di educare la prole e la scuola è la seconda agenzia educativa. Ma nessuno, nell'istruzione pubblica, né oggi né in futuro, ha mai chiesto l'approvazione di chi esercita la responsabilità genitoriale per insegnare Socrate o Alexis de Tocqueville, la dinastia Xia o la Rivoluzione francese, Leonardo da Vinci, Duchamp o Pasolini.
Quindi a ognuno le sue competenze: non solo al fannullone di Forlimpopoli, alla casalinga di Milano o all’operaio, ma anche all’ingegnere quantistico o al cardiochirurgo.
La scuola deve, altresì, fornire gli strumenti per la formazione del pensiero libero e critico; ai genitori tocca soprattutto ascoltare i figli.
Vittorio Alfieri