I bambini raccontano lo Sperone con la fotografia: una mostra conclude il laboratorio all'Istituto Pertini
Non il quartiere raccontato dalle cronache, ma quello visto dagli occhi dei bambini. È l'idea da cui è nato il laboratorio fotografico realizzato all'Istituto Comprensivo Pertini dello Sperone, a Palermo, conclusosi nei giorni scorsi con una piccola mostra riservata agli alunni e alle loro famiglie.
Per otto incontri, gli studenti di una seconda elementare hanno avuto l'opportunità di avvicinarsi al linguaggio fotografico e, allo stesso tempo, di raccontare il luogo in cui vivono attraverso immagini, dettagli, scorci e punti di vista spesso invisibili agli adulti.
Il progetto è nato con un obiettivo preciso: dare voce ai bambini e permettere loro di costruire una narrazione diversa del quartiere Sperone, uno dei luoghi più complessi della periferia palermitana, troppo spesso associato esclusivamente a disagio sociale e cronaca.
La restituzione finale si è svolta nei giorni scorsi all'interno dell'istituto scolastico, dove sono stati esposti gli scatti realizzati durante il percorso. Un momento di condivisione che ha coinvolto genitori, insegnanti e studenti, trasformando la fotografia in uno strumento di racconto, osservazione e partecipazione.
Fondamentale il sostegno della dirigente scolastica Di Bartolo, che ha accolto con entusiasmo la proposta fin dal primo momento, consentendo l'avvio dell'iniziativa. Importante anche il contributo delle insegnanti che hanno accompagnato il gruppo durante tutte le attività, favorendo un clima di collaborazione e di crescita reciproca.
Il laboratorio è stato realizzato grazie alla collaborazione di Andrea Vallone e Irene Zingone, che hanno condiviso l'intero percorso educativo e creativo.
L'esperienza, tuttavia, potrebbe non fermarsi qui. Sono infatti in corso interlocuzioni con Rosa Maria Palazzo, docente di fotografia e coordinatrice del corso di fotografia dell'Accademia di Belle Arti di Palermo, e con la stessa dirigenza scolastica per riorganizzare la mostra e renderla accessibile al pubblico.
L'obiettivo è ampliare la platea dei visitatori e consentire alla città di osservare lo Sperone attraverso lo sguardo dei suoi abitanti più giovani. Uno sguardo curioso, spontaneo e libero da stereotipi, capace di raccontare una periferia che, accanto alle sue difficoltà, conserva storie, relazioni e frammenti di bellezza quotidiana.
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