L’“albo” dei collaboratori come porta d’ingresso privilegiata per incarichi e consulenze. Le richieste del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, le presunte pressioni sul management del Cefpas e il sistema di segnalazioni che gli investigatori ritengono al centro dell’inchiesta “Corte dei Miracoli”. Mentre la Procura di Caltanissetta chiede misure cautelari pesanti per alcuni degli indagati, emergono nuovi dettagli dalle oltre mille pagine di atti che descrivono quello che gli inquirenti considerano un articolato meccanismo di scambio di favori e nomine.
Domani sarà una giornata decisiva. Davanti al gip Santi Bologna compariranno l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo e il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto, per i quali la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Nello stesso procedimento è coinvolto anche l’ormai ex direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, che nelle scorse ore ha annunciato le proprie dimissioni.
L’albo dei collaboratori e il sistema delle segnalazioni
Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno degli strumenti utilizzati per gestire incarichi e collaborazioni sarebbe stato il portale attraverso cui aspiranti professionisti potevano iscriversi all’albo del Cefpas.
Formalmente una procedura aperta e pubblica. Nella lettura della Procura, invece, quel registro sarebbe diventato il punto di approdo delle segnalazioni provenienti dalla politica.
Le intercettazioni riportate negli atti mostrano il continuo riferimento a questo elenco di nominativi. In una conversazione, Sanfilippo rassicura il parlamentare agrigentino: «Io ti do la stampa di tutti gli iscritti». Un elenco che, secondo gli inquirenti, avrebbe rappresentato la base da cui attingere per assegnare consulenze e collaborazioni.
In un altro dialogo, Gallo Afflitto commenta: «Tutti iscritti sono, ti ho fatto scrivere pure a Gesù Cristo dopo che mi dicisti».
Lo scambio contestato dai magistrati
L’ipotesi della Procura è quella di un rapporto corruttivo tra il deputato e l’allora direttore del Cefpas.
Da una parte Gallo Afflitto avrebbe avanzato richieste per amici, parenti e persone a lui vicine. Dall’altra Sanfilippo avrebbe ottenuto sostegno politico per la riconferma alla guida dell’ente di formazione sanitaria.
Nelle carte dell’inchiesta compaiono numerosi riferimenti a incarichi, consulenze e procedure amministrative che sarebbero state piegate alle esigenze della rete di relazioni costruita attorno al parlamentare regionale.
Gli investigatori descrivono un sistema in cui le segnalazioni politiche avrebbero avuto un peso decisivo, relegando in secondo piano criteri di selezione fondati sul merito.
Il caso della moglie del deputato
Tra gli episodi contestati figura anche la vicenda che riguarda Simona Sinatra, moglie del deputato regionale.
Secondo la Procura, alcune iniziative amministrative e persino tentativi di modifica normativa sarebbero stati orientati a favorire la sua stabilizzazione lavorativa all’interno del Cefpas.
Negli atti viene richiamata anche la modifica introdotta nell’aprile 2024 attraverso un nuovo regolamento interno dell’ente. Gli investigatori ritengono che alcune scelte organizzative possano avere avuto collegamenti con il percorso professionale della consorte del parlamentare.
Le dimissioni di Capodieci
Intanto il primo effetto concreto dell’inchiesta è arrivato all’Asp di Agrigento.
Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale, ha annunciato le dimissioni ai dirigenti dell’ente. La formalizzazione dell’atto è attesa nelle prossime ore.
Capodieci è indagato per corruzione nell’ambito della stessa inchiesta. Secondo l’accusa avrebbe utilizzato il proprio ruolo pubblico per favorire interessi riconducibili a Gallo Afflitto, contribuendo anche al trasferimento della moglie del deputato da Caltanissetta ad Agrigento.
Per lui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari.
Gli altri nomi e le perquisizioni
Tra i nomi che emergono dagli atti figura anche quello di Pietro Testai, attuale direttore amministrativo del Cefpas. Gli investigatori hanno effettuato acquisizioni e sequestri di documentazione, pur non risultando al momento indagato.
Nell’inchiesta compare inoltre Vincenzo Raitano, anch’egli indagato, che secondo la ricostruzione investigativa avrebbe beneficiato del meccanismo di iscrizione all’albo prima di ottenere un incarico dirigenziale.
Le conversazioni intercettate fanno riferimento anche a Gioacchino Pontillo, indicato dagli inquirenti come uno degli interlocutori più attivi nella gestione delle richieste provenienti dall’area politica.
Le precisazioni del Pd
Nelle carte dell’indagine compare anche il nome del capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Michele Catanzaro. Il deputato, tuttavia, respinge qualsiasi coinvolgimento.
«Sono gli altri che parlano di me sul Cefpas», ha dichiarato, spiegando di avere già consegnato alla Procura documentazione relativa alle collaborazioni firmate da Sanfilippo e sostenendo che nessuno degli incaricati sarebbe riconducibile alla sua area politica.
Secondo gli investigatori, nelle conversazioni intercettate Gallo Afflitto avrebbe ipotizzato una sorta di distribuzione trasversale delle collaborazioni tra diverse aree politiche per evitare contestazioni e polemiche. Una strategia che, tuttavia, non avrebbe impedito l’esplosione del caso.
Ora la parola passa al gip. Gli interrogatori preventivi di domani rappresentano il primo vero banco di prova per un’inchiesta che sta scuotendo non solo il Cefpas, ma anche la sanità e la politica siciliana.