Sicilia, in calo gli ambulanti: quasi 900 operatori in un anno. A Trapani meno 78
Continua a ridursi il numero degli ambulanti in Sicilia. Secondo i dati elaborati da Confimprese sulla base dell’Osservatorio nazionale del commercio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel corso del 2025 l’Isola ha perso 870 operatori del commercio su area pubblica.
Il totale delle attività ambulanti attive è sceso da 16.189 a 15.319 unità, con una contrazione del 5,4% in un solo anno. Un dato che conferma le difficoltà attraversate da un settore storicamente radicato nel tessuto economico e sociale siciliano.
La situazione più critica si registra in provincia di Agrigento, dove il numero degli ambulanti è diminuito di 265 unità, pari a una flessione del 14,9%. Seguono Palermo con 164 attività in meno, Messina (-124), Catania (-123), Trapani (-78), Caltanissetta (-40), Ragusa (-37), Siracusa (-19) ed Enna (-18).
Per Confimprese il fenomeno non riguarda soltanto i mercati rionali, ma riflette le difficoltà che interessano l’intero comparto commerciale. Tra le principali cause vengono indicati l’aumento dei costi di gestione, la riduzione dei margini di guadagno, il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori, la crescente concorrenza e la mancanza di ricambio generazionale.
L’associazione sottolinea inoltre come il commercio ambulante sia stato spesso escluso dalle strategie di sviluppo economico e di riqualificazione urbana. Eppure, la rete dei mercati e degli operatori su area pubblica rappresenta una componente importante dell’economia locale, con ricadute che interessano anche il turismo e la vita sociale delle città.
Uno spiraglio arriva dalla normativa sul Made in Italy, che prevede finanziamenti destinati alla valorizzazione dei mercati rionali. Alla Sicilia sono stati assegnati quasi 495 mila euro per interventi dedicati al settore. Risorse che, pur non essendo sufficienti a risolvere le criticità esistenti, potrebbero contribuire ad avviare progetti di riqualificazione e rilancio.
Resta però aperto il tema della programmazione. Secondo Confimprese, in molte realtà siciliane i mercati continuano a essere affrontati come una questione esclusivamente amministrativa, senza essere inseriti in una più ampia visione di sviluppo urbano ed economico. Una situazione che rischia di rendere ancora più difficile invertire una tendenza negativa che da anni interessa il commercio ambulante.
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