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11/06/2026 19:45:00

Caldo estremo nei luoghi di lavoro: da Trapani parte la campagna di tutela dei lavoratori

Il caldo estremo nei luoghi di lavoro non può essere considerato una semplice conseguenza della stagione estiva. Per questo la Fillea Cgil e il Patronato Inca di Trapani hanno avviato una campagna di informazione, assistenza e monitoraggio sul rischio microclimatico, attivando sportelli dedicati in tutte le sedi sindacali della provincia.

A lanciare l'iniziativa sono il segretario provinciale della Fillea Cgil, Gaspare Giaramita, e il direttore del Patronato Inca Cgil Trapani, Gaspare Galfano, che richiamano l'attenzione sui diritti dei lavoratori e sugli obblighi dei datori di lavoro in materia di salute e sicurezza.

 

"Non è una fatalità, ma un infortunio sul lavoro"

«Il malore da calore non è una fatalità, è un infortunio sul lavoro», affermano Giaramita e Galfano, sottolineando come esista ancora una diffusa sottovalutazione del problema.

La campagna è rivolta a chi opera all'aperto sotto il sole, come gli edili, ma anche a chi lavora in ambienti chiusi privi di adeguati sistemi di ventilazione o condizionamento. Nei prossimi giorni saranno distribuite locandine informative nei cantieri e nei luoghi di lavoro per sensibilizzare i lavoratori sui rischi legati alle alte temperature.

Emergenza climatica e tutela della salute

Secondo i rappresentanti della Cgil, l'aumento delle temperature rappresenta ormai una vera emergenza che si traduce in un rischio concreto per la salute di migliaia di lavoratori, anche nel Trapanese.

«Non bisogna subire passivamente le conseguenze di condizioni ambientali proibitive – spiegano –. Invitiamo lavoratrici e lavoratori a segnalare eventuali criticità e a rivolgersi alle nostre sedi territoriali per ricevere assistenza e informazioni».

Gli obblighi previsti dalla normativa

La campagna richiama anche quanto previsto dal Decreto Legislativo 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La normativa impone infatti ai datori di lavoro di valutare il rischio microclimatico all'interno del Documento di valutazione dei rischi (DVR) e di adottare tutte le misure necessarie per ridurre l'esposizione al caldo.

Tra gli interventi richiesti rientrano la rimodulazione degli orari di lavoro, l'evitare le attività nelle fasce più calde della giornata, la predisposizione di aree d'ombra per le pause e la disponibilità costante di acqua fresca.

Possibile ricorso alla cassa integrazione

«Lavorare ad alte temperature senza adeguate contromisure rappresenta un serio pericolo per la vita degli operai», evidenziano Giaramita e Galfano. In presenza di temperature superiori ai 35 gradi, anche percepiti, le aziende possono inoltre ricorrere alla Cassa integrazione guadagni ordinaria per eventi meteorologici.

Assistenza e segnalazioni tramite QR code

Per facilitare l'accesso ai servizi, la Cgil ha predisposto una rete di assistenza diretta. Attraverso un QR code presente sulle locandine informative, i lavoratori potranno individuare rapidamente la sede del Patronato Inca più vicina, ottenere consulenza e segnalare eventuali violazioni delle norme di sicurezza.

L'obiettivo dell'iniziativa è rafforzare la prevenzione e garantire che il caldo estremo venga riconosciuto per ciò che è: un rischio professionale che richiede tutele, controlli e interventi tempestivi.