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12/06/2026 07:40:00

Da Bloody Sunday a "Guerrilla Monday": Belfast tra memoria e caccia allo straniero

Dopo il Bloody Sunday, evento sul quale Bono Vox scrisse il capolavoro "Sunday Bloody Sunday" ispirandosi ai fatti accaduti a Derry, o Londonderry, in una domenica di fine gennaio del 1972, Belfast ha vissuto un "Guerrilla Monday". Entrambi gli episodi riguardano l'Irlanda del Nord.

Cinquantaquattro anni fa i paracadutisti di Sua Maestà britannica causarono la strage del Bogside: 14 morti durante una marcia di protesta pacifica organizzata dalla Northern Ireland Civil Rights Association (NICRA) contro la cosiddetta Operazione Demetrius, che aveva visto l'internamento senza processo di cittadini irlandesi sospettati di terrorismo nel conflitto noto come The Troubles.

 

Nella capitale nordirlandese, in queste ore, i manifestanti, dopo il tentato omicidio di Stephen Ogilvie in una strada del quartiere a maggioranza nazionalista-cattolica adiacente a New Lodge, una delle roccaforti dell'IRA ai tempi dei Troubles, hanno iniziato la caccia all'immigrato. Ogilvie, originario della Scozia, sarebbe stato aggredito da un rifugiato sudanese. Hadi Alodid è già stato incriminato da un tribunale per tentato omicidio, possesso di coltello in luogo pubblico e minacce.

Le autorità tendono a escludere che l'accoltellamento sia un atto di terrorismo, ma intanto il caso ha già assunto una connotazione politica. Decine di dimostranti, ovviamente quasi sempre con il volto coperto, hanno ingaggiato scontri con la polizia dell'Irlanda del Nord, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana. Nella zona est, un gruppo di circa cento uomini mascherati ha percorso le strade al grido di "cacciare gli stranieri", mentre i vigili del fuoco sono intervenuti 62 volte per spegnere incendi.

Oltre a Belfast, si sono svolte proteste anche nel centro di Glasgow, in Scozia, dove centinaia di manifestanti si sono radunati in diverse aree della città, ancora una volta con il volto coperto.

 

"Intere famiglie sono state attaccate fuori dalle loro case da codardi disgustosi", ha dichiarato la premier Michelle O'Neill, che ha parlato di "teppisti" e "delinquenti". A quanto riportano i media britannici, diversi immigrati sono stati protetti dai loro vicini di casa. "Non esiste alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione e teppismo", ha dichiarato il ministro per l'Irlanda del Nord, Hilary Benn.

È in atto un "pogrom" che l'autorità di polizia nordirlandese, alla quale Londra ha inviato supporto di personale e mezzi, sta cercando di contenere. Come se non bastasse ad alimentare le proteste violente, sono arrivati gli appelli diffusi online da gruppi di cosiddetti "patrioti" legati all'ultradestra: un post dell'estremista di destra Tommy Robinson è stato rilanciato su X da Elon Musk con tanto di invito a scendere in strada.

 

Dura la condanna del governo laburista di Keir Starmer. I disordini anti-migranti sono "scioccanti e del tutto inaccettabili", ha dichiarato il premier britannico. "Non esiste alcuna giustificazione per la violenza e i disordini che abbiamo visto minacciare le nostre comunità, né per chi li ha incoraggiati, online o altrove", ha affermato Starmer, aggiungendo che "è evidente che le persone sono state prese di mira a causa della loro origine" e che "i responsabili sentiranno tutta la forza della legge".

Jon Boutcher, comandante della polizia dell'Irlanda del Nord, ha lanciato un appello per fermare le violenze nel corso di una conferenza stampa. Boutcher ha sottolineato che "nulla può giustificare" quanto è accaduto e quanto sta accadendo per le ragioni riportate, aggiungendo di aver parlato con il Primo Ministro del Regno Unito delle proteste, da lui definite un "atto di autolesionismo" nei confronti delle straordinarie comunità dell'Irlanda del Nord.

 

Ma l'Osservatorio sull'immigrazione dell'Università di Oxford sostiene che un terzo della popolazione nordirlandese considera il numero di migranti troppo elevato e che una leggera maggioranza ritiene opportuno ridurne gli arrivi. Anche le cifre confermano una convivenza sempre più difficile: le aggressioni a sfondo religioso o etnico sono aumentate rispettivamente del 3% e del 6% in un anno, in particolare nei confronti delle comunità nere e dell'Asia meridionale.

Nel caso specifico dell'Irlanda del Nord, dove, scrive l'agenzia Reuters, la popolazione non bianca rappresenta appena il 4,4%, le violenze a carattere etnico hanno raggiunto nel 2025 livelli record.

 

Il paradosso è che gli eredi delle vittime del 1972 strumentalizzino l'ignobile aggressione di un britannico, comportandosi alla stregua dell'esercito di Sua Maestà che, 54 anni fa, aprì il fuoco sui manifestanti del Bogside. Per tentare di placare le tensioni ed evitare la stigmatizzazione, la famiglia di Stephen Ogilvie ha pubblicato un comunicato per esprimere la propria gratitudine alle persone intervenute in suo soccorso e si è detta "disgustata" e "devastata" dagli atti di vandalismo, dagli incendi e dagli attacchi alle minoranze, invitando a non cedere ulteriormente alla violenza etnica:

"Vogliamo chiarire in modo assoluto che i disordini verificatisi durante le proteste sono inaccettabili".

 

Vittorio Alfieri



L'Alfiere | 2026-06-10 14:00:00
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