Il centrodestra blinda Schifani, il centrosinistra si riorganizza
I partiti di centrodestra blindano Renato Schifani, non ci sarà nessuna data anticipata delle elezioni regionali, il governatore non si dimetterà e ci si avvia alla conclusione naturale del mandato. Tappa al 2027.
Nino Minardo, commissario azzurro siciliano, ha messo già dei paletti: “La legislatura scade nel 2027 e con il massimo rispetto per le opinioni di tutti credo che i siciliani siano più interessati a sentir parlare del lavoro fatto al governo e di come affrontare criticità ed emergenze che impattano notevolmente sul vissuto quotidiano di tutti i cittadini. Forza Italia e tutto il centrodestra oggi devono dimostrare di continuare a governare bene, far conoscere le tante cose buone fatte, per poter poi chiedere un giudizio agli elettori”.
Per Luca Sbardella, commissario in Sicilia di Fratelli d’Italia, se il candidato del centrodestra non dovesse essere Schifani “Non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo”.
Blindato Schifani anche dalla Lega, Nino Germanà, segretario regionale, chiarisce: “Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita, è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. La Lega ha sempre avuto come obiettivo irrinunciabile l’unità della coalizione e riteniamo che senza il nostro contributo difficilmente si hanno risultati per esprimere nettamente una maggioranza. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato. Ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura”. Anche la DC si allinea, parlando di atto di lealtà verso il Presidente; “È il momento del dialogo, non della contrapposizione” avrebbe detto dice il capogruppo in ARS Carmelo Pace.
Si organizza il centrosinistra
Reduce del successo elettorale ad Agrigento e a Bronte, Ismaele La Vardera(Controcorrente) è pronto a candidarsi alla presidenza della Regione.
Molto cauti ci vanno gli alleati, specie il PD, che ha già convocato la direzione regionale per sabato.
La Vardera è certo che la sua candidatura sia vincente e ricorda cosa è accaduto alle amministrative siciliane: “Non esiste un modello unico. Perché il campo largo a Marsala ha vinto con Andreana Patti, una civica vicina al Pd. Ad Agrigento ha vinto con Michele Sodano, espressione di Controcorrente, a Termini ha vinto con Maria Terranova del M5S. Ad Enna con un larghissimo consenso attorno a Mirello Crisafulli, che però non ha goduto della fiducia del suo partito, né del simbolo. Tutti modelli differenti, ma con un comune denominatore: un progetto solido e una candidatura riconoscibile, costruita da lontano e basata sulla partecipazione”.
In tour il Movimento Cinque Stelle , lo ha dichiarato il coordinatore regionale Nuccio Di Paola, accogliendo la proposta lanciata a mezzo stampa del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera: “Bene la proposta di organizzare un tour dei segretari regionali della coalizione alternativa per incontrare i siciliani. Noi siamo pronti, lo facciamo da sempre. Partiamo già questa estate, incontriamo quanti più cittadini possibile per spiegare il nostro programma, le nostre idee, le nostre intenzioni per cambiare la Sicilia. Siamo pronti a spazzare via corruzione, clientele e disservizi che negli ultimi 20 anni almeno, hanno reso quest’Isola un disastro. Abbiamo la freschezza e la competenza, per governare la Regione. Mettiamoci fin da adesso a disposizione dei siciliani - spiega Di Paola - per incontrarli nelle piazze in giro per ciascun comune. Come ben dice Ismaele, presentiamoci ai cittadini, incontriamoci e definiamo le modalità del tour, convinciamo insieme quante più persone possibile che siamo l’alternativa al centrodestra”.
Cateno De Luca, il terzo polo
Ha vinto a Messina con numeri importanti, è il terzo polo della politica siciliana, senza De Luca è difficile che ci sia una vittoria netta a destra come a sinistra. E’ l’ago della bilancia e lo stesso De Luca ne è consapevole.
E’ volato a Roma per incontrare referenti nazionali dei partiti, intanto ha commissionato un sondaggio che lo rilancia: “I cittadini ci premiano perché stanno toccando con mano la concretezza delle amministrazioni targate SUD chiama NORD. Il nostro movimento è ormai un punto di riferimento per chi crede in una politica post ideologica, fatta di risultati e non di appartenenze. Come ripeto sempre, abbiamo un solo padrone in terra: il popolo! Ecco tutti i numeri in Sicilia di Sud chiama Nord frutto dell’analisi di SWG”.
Pronto ad affrontare la sfida con la candidatura a presidente: “La situazione politica in Sicilia è davvero esplosiva. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Il governo Schifani è in crisi e, tra litigi, veti e regolamenti di conti, già si cerca il suo successore. Noi vogliamo restare fuori da questo caos. Per questo abbiamo iniziato il nostro cammino verso il Governo di Liberazione della Sicilia. Lavoriamo ogni giorno per i siciliani e stiamo scrivendo un programma serio, concreto e coraggioso per liberare la nostra terra da una politica che ha smesso di fare gli interessi dei cittadini. Noi ci siamo. Io ci sono”.
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