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16/06/2026 06:00:00

Fiamme alla Sarco, paura per il canile: 37 cani messi in salvo grazie ai volontari

Un piano di evacuazione è quello che dovrebbero avere tutte le strutture, invece averlo sembra una cosa rara ed eccezionale. Spesso ci si accorge di questo solo a danno avvenuto. E il danno c’è stato, senza creare allarmismo ma pure senza minimizzare.

 

L’incendio che ha coinvolto la Sarco ha inevitabilmente interessato anche la struttura del canile municipale. Lì dentro non ci sono pupazzi, ma esseri viventi, di cui non ci si ricorda mai. Cani che conoscono lo slancio instancabile e virtuoso dei volontari delle associazioni animaliste, che fanno di tutto, quasi sempre a proprie spese, mettendo a disposizione case, risorse umane ed economiche.

 

Di fatto, i cani che sono stati costretti a lasciare la struttura sono 37. Si tratta dei pelosi a maggior rischio; gli altri sono rimasti nella struttura ma hanno comunque respirato i fumi. I cani evacuati hanno trovato ospitalità presso le associazioni e altre persone di fiducia.

 

C’è stata grande sinergia tra le istituzioni sanitarie, comunali e tutto il gruppo dei volontari, Protezione civile compresa. Antonio Scafura, volontario Oipa, insieme a Gloria Genna, è rimasto al canile a seguire tutte le operazioni. Stessa cosa per Rosa Errera dei Randagi del Sud, così come per le altre associazioni.

 

La precisazione di Errera

 

L’associazione Randagi del Sud precisa come sono andati i fatti, compresa la nota negativa emersa durante la vicenda:

«Nelle ultime ore si è temuto il peggio per il Canile municipale di Marsala, adiacente alla ditta Sarco, colpita da un grave incendio. Vogliamo fare chiarezza su come sono andate davvero le cose, ringraziare chi si è speso senza sosta e porre delle domande non più rimandabili».

Ripercorrono quanto accaduto e la mancata operatività immediata:

«Ore 2 circa: scatta l'allarme. Sul posto arrivano i soccorsi per spegnere le fiamme ed effettuare i primi rilievi. Il vuoto: per ore nessuno si cura dei 200 e passa animali presenti nella struttura a pochi metri dal fuoco. La mattina, solo dopo l'arrivo in sede degli operatori della Dog Village, vengono finalmente allertati il Comune e i volontari».

Inevitabile la domanda:

«Com'è possibile che nessuna forza dell'ordine, nessun soccorritore e gli stessi titolari della ditta abbiano pensato di lanciare un allarme tempestivo per gli animali? Perché a Marsala le vite di questi cani non vengono ancora considerate al pari degli esseri senzienti quali sono? Non si può correre un rischio simile per una totale mancanza di coordinamento e sensibilità».

 

Cosa resta

 

«L'emergenza e il salvataggio dei 37 cani. Dopo l'intervento del Comune, dell'Amministrazione e dei volontari, l'area sanitaria del canile è stata dichiarata inagibile. Grazie alla rete immediata e straordinaria delle associazioni e dei volontari, l'area è stata totalmente sgomberata e tutti gli animali sono ora al sicuro».

Ecco come sono stati distribuiti e presi in affidamento:

  • 18 cani: presi in custodia dall'associazione Randagi del Sud, grazie alla disponibilità di una struttura autorizzata in zona di Massimo Pipitone.
  • 5 cani: presi in affidamento da Enpa Marsala.
  • 5 cani: presi in affidamento da Oipa Marsala.
  • 7 cani: spostati e messi in sicurezza tramite accorpamenti nei box dell'area nuova del canile.
  • Dog Land Park: 4 cani temporaneamente in pensione.
  • 2 cani: temporaneamente sistemati nell'area sgambo.

E adesso cosa succede?

Tutte le associazioni coinvolte gestiranno questi cani con amore e dedizione fino a quando non arriverà l'autorizzazione ufficiale per il loro rientro in canile.

Randagi del Sud ringrazia «tutti i volontari che si sono fiondati sul posto e le associazioni di Trapani ed Erice che gestiscono le strutture comunali e hanno dato sin da subito disponibilità per accoglierne qualcuno, la dottoressa Cudia (direttore sanitario) e la dottoressa Paola Silvia Catalano (direttore amministrativo), che è rimasta con noi fino a operazioni concluse».

E conclude:

«Restiamo in attesa di risposte dalle autorità competenti: gli animali non sono oggetti da dimenticare durante un'emergenza»