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29/07/2026 15:31:00

"No ai cavalli imbardati alla fiera di Strasatti"

La tradizione deve essere conservata a ogni costo? Anche quando coinvolge animali utilizzati come elementi di una sfilata?

A pochi giorni dall’inizio della 74ª Rassegna Meccanico Agricola di Strasatti, arriva una presa di posizione contro la presenza dei cavalli nel corteo inaugurale della manifestazione.

A sollevare la questione è Miriam Di Girolamo, cittadina marsalese e amante degli animali, che chiede agli organizzatori di eliminare definitivamente l’impiego dei cavalli nelle iniziative folkloristiche.

 

Il corteo del 31 luglio

 

La Rassegna, in programma a Marsala dal 31 luglio al 4 agosto 2026, sarà aperta venerdì sera dal corteo denominato “La tradizione in corteo”.

Nel programma ufficiale pubblicato dal Comune di Marsala sono annunciati cavalli imbardati, carretti siciliani, gruppi folk e tamburinari. L’iniziativa viene presentata come un momento destinato a far rivivere l’identità popolare e ad aprire la festa nel segno della tradizione.

Ma è proprio questa impostazione a essere contestata.

«Nel 2026 è inaccettabile continuare a utilizzare animali come strumenti di spettacolo, folklore o intrattenimento», scrive Miriam Di Girolamo.

 

«Non tutto ciò che è tradizione è giusto»

 

Secondo la cittadina, il richiamo alle consuetudini locali non può bastare a giustificare qualsiasi iniziativa.

«Definire tradizione una pratica non la rende automaticamente giusta, etica o degna di essere tramandata. La storia è piena di tradizioni che sono state superate perché incompatibili con l’evoluzione della coscienza civile».

Una riflessione che riguarda anche gli spettacoli pirotecnici, accusati di provocare paura e forte stress agli animali.

Per Di Girolamo, insomma, il punto non è cancellare la storia delle comunità rurali, ma decidere quali parti di quella storia meritino ancora di essere rappresentate. Perché la tradizione non è una teca da museo: può cambiare, e qualche volta deve farlo.

 

«I cavalli non sono elementi scenografici»

 

La critica riguarda soprattutto il modo in cui gli animali vengono rappresentati all’interno della manifestazione.

«I cavalli non sono elementi scenografici, non sono simboli folkloristici da esibire in piazza, né oggetti da ornare con bardature per soddisfare il gusto estetico dell’essere umano. Sono esseri senzienti, capaci di provare paura, stress, disagio e sofferenza».

Il riconoscimento degli animali come esseri senzienti è contenuto anche nell’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che impone alle istituzioni europee e agli Stati membri di tenere conto delle esigenze legate al loro benessere. Lo stesso articolo richiama, tuttavia, anche il rispetto delle tradizioni culturali e del patrimonio regionale: un equilibrio che continua a generare discussioni in tutta Europa.

«Gli animali – continua Di Girolamo – meritano di vivere secondo la propria natura, non di essere trasformati in attrazioni ambulanti che ne limitano la libertà di movimento».

 

L’appello agli organizzatori

 

La cittadina invita il Comitato della Rassegna e l’Amministrazione comunale a ripensare il programma.

«Le istituzioni, gli enti locali e i comitati organizzatori hanno oggi una responsabilità culturale, oltre che morale: promuovere eventi davvero inclusivi, rispettosi e coerenti con i valori di una comunità che vuole definirsi civile».

Secondo Di Girolamo, continuare a proporre sfilate con cavalli bardati rischia inoltre di trasmettere alle nuove generazioni il messaggio che gli animali esistano per essere utilizzati ed esibiti.

Da qui la richiesta: «Eliminare definitivamente l’impiego dei cavalli nelle manifestazioni folkloristiche e valorizzare le tradizioni locali senza il coinvolgimento degli animali».

 

Una tradizione può cambiare

 

La lettera si conclude con una considerazione netta.

«Le tradizioni sopravvivono quando sanno evolversi. Quelle che si fondano sullo sfruttamento degli esseri viventi non meritano di essere difese, ma superate».

E ancora: «Il progresso di una società non si misura dalla capacità di conservare ogni usanza del passato, ma dal coraggio di rinunciare a quelle che non sono più compatibili con il rispetto della vita e della dignità degli esseri senzienti».

La Rassegna di Strasatti non è ancora cominciata, ma il primo confronto è già aperto. Da una parte la volontà di recuperare colori e immagini della tradizione siciliana; dall’altra la richiesta di immaginare un folklore che sappia fare a meno degli animali.

Perché, conclude Miriam Di Girolamo, «gli animali non sono il nostro folklore, la nostra attrazione o il nostro divertimento. Sono individui, non strumenti, e come tali devono essere rispettati».



Animali & Ambiente | 2026-07-29 15:31:00
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"No ai cavalli imbardati alla fiera di Strasatti"

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