Il nuovo incendio che ha colpito il bosco di Montagna Grande, nel Trapanese, diventa anche un caso politico. A intervenire è Sinistra Futura Trapani, che parla di una devastazione enorme e punta il dito contro l’inerzia della politica e delle istituzioni nella tutela del patrimonio boschivo siciliano.
“Il bosco di Montagna Grande brucia ancora una volta. Una devastazione enorme che si ripete a distanza di qualche anno dalla precedente e che potrebbe cancellare definitivamente uno dei residui polmoni verdi della nostra provincia”, afferma il movimento.
Per Sinistra Futura non si tratta di un fatto isolato né imprevedibile. “Questa ferita profonda non arriva in modo inaspettato, è la ennesima prova che il nostro patrimonio boschivo è abbandonato alla violenza senza ostacoli di chi, da molto tempo, agisce indisturbato per distruggere ogni area riservata alla natura e alla bellezza”.
Il movimento parla di un bilancio drammatico, fatto di “migliaia di ettari di verde andati in fumo negli ultimi anni”, e chiama in causa “la responsabilità della politica, delle istituzioni, della coscienza civile della nostra regione”.
Secondo Sinistra Futura, non sono bastate le denunce delle associazioni, la mobilitazione dei comitati e le proteste dei cittadini. “Tutto si è risolto in annunci generici del governo regionale, tavoli di prefettura perfettamente inutili, assenza di investimenti e di mezzi adeguati, mancanza di controllo del territorio, indagini insufficienti a garantire la individuazione dei colpevoli”.
Da qui una serie di domande rivolte alle istituzioni: “Cosa è stato fatto per tutelare le nostre montagne, i nostri boschi, le nostre ricchezze naturalistiche? Quali risorse sono state dedicate per combattere questa aggressione violenta alla nostra terra? Quali strumenti e provvedimenti sono stati adottati per contrastare le menti e le mani criminali che ogni volta colpiscono con la tranquillità di chi sa che non verrà mai scoperto?”.
Sinistra Futura indica anche alcune possibili soluzioni. “Occorrerebbe ricostituire un corpo forestale qualificato, con personale giovane e professionale preparato per la prevenzione e per gli interventi sul terreno, un sistema di monitoraggio esteso e tecnicamente attrezzato per lanciare tempestivamente allarmi, un controllo efficace del territorio da parte delle forze dell’ordine per non lasciare spazio alla criminalità”.
Il movimento accusa invece le istituzioni di continuare “nella inerzia, nel voltare le spalle al danno provocato oppure cercando di scaricare la responsabilità su qualche altro ente”.
Per Sinistra Futura, davanti a “questo scenario desolante, di natura distrutta e di incapacità e di irresponsabilità del governo regionale e delle istituzioni”, servirebbe una svolta. Il movimento chiede “una analisi precisa degli interessi criminali che muovono questi attacchi violenti, indagini penali accurate sui soggetti che per il loro profilo sono candidati ad essere accertati quali autori dei reati, ma soprattutto la volontà concreta di costruire le condizioni necessarie alla salvaguardia della natura”.
Il tema, secondo Sinistra Futura, dovrà entrare anche nel confronto politico in vista delle prossime elezioni regionali. “Il prossimo anno saremo chiamati alle urne per eleggere il nuovo parlamento siciliano; è una occasione importante per le forze politiche che vogliano presentare programmi di governo utili ad affrontare il tema”.
“Sinistra Futura è impegnata a contribuire, insieme ad altri, alla costruzione di un campo progressista alternativo al governo della destra e di reale cambiamento della Sicilia, per dare risposte concrete anche sugli incendi e sulla tutela della nostra terra”, conclude il movimento.