La candidatura di Ismaele La Vardera alla presidenza della Regione continua a far discutere e ad agitare il dibattito politico siciliano. A intervenire nuovamente è il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, che attraverso un video pubblicato sui social ha ribadito una convinzione maturata da tempo: il percorso politico annunciato dal leader di Controcorrente non arriverebbe fino al voto.
Secondo Galvagno, infatti, la corsa di La Vardera sarebbe destinata a trasformarsi in una lunga fase di trattative politiche che, ad un certo punto, potrebbe portare al ritiro della candidatura in favore di accordi più ampi.
Al di là delle schermaglie personali che hanno caratterizzato gli ultimi giorni, il presidente dell'Ars concentra la propria riflessione sugli equilibri del centrosinistra. La sua tesi è che i principali partiti dell'area progressista difficilmente potrebbero accettare di sostenere una candidatura esterna senza ammettere, di fatto, l'incapacità di esprimere una propria classe dirigente per la guida della Regione.
Una valutazione che si inserisce nel dibattito già aperto sulle future alleanze. Per Galvagno, la vera partita non si giocherà tanto sul consenso personale di La Vardera quanto sulla capacità di costruire una coalizione sufficientemente larga da competere con il centrodestra.
Il ragionamento del presidente dell'Ars parte anche dall'analisi delle recenti elezioni amministrative, nelle quali il deputato regionale ha ottenuto risultati significativi. Un successo che, secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, sarebbe stato favorito soprattutto dalle divisioni interne allo schieramento avversario. Uno scenario che, a suo giudizio, non sarebbe automaticamente replicabile alle regionali, soprattutto nel caso in cui il centrodestra riuscisse a presentarsi unito.
Da qui la previsione politica: senza una rete di alleanze robuste e senza il sostegno dei principali partiti del centrosinistra, una candidatura solitaria rischierebbe di trasformarsi in una testimonianza più che in una reale competizione per la guida della Sicilia.
Le dichiarazioni arrivano dopo un breve botta e risposta tra i due. Galvagno aveva definito La Vardera "un grande comunicatore", espressione che il deputato aveva interpretato come una stoccata. Da lì la replica e il successivo chiarimento del presidente dell'Ars, che ha rivendicato il carattere non offensivo dell'affermazione e ha risposto anche ai riferimenti rivolti al proprio passato professionale.
Archiviata la polemica personale, resta il tema politico. A oltre un anno dall'apertura ufficiale della campagna elettorale per Palazzo d'Orléans, la candidatura di La Vardera continua a dividere osservatori e partiti. E se da una parte c'è chi la considera una delle novità più rilevanti del quadro politico siciliano, dall'altra cresce il numero di coloro che ritengono inevitabile un approdo finale al tavolo delle trattative. Tra questi, adesso, c'è anche il presidente dell'Ars.
La Vardera: candidato anche se c’è Antoci
Dalle pagine de la Sicilia il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera ha ribadito la sua volontà di essere candidato alla presidenza della Regione, non mette in conto il ritiro nemmeno se ci dovesse essere l’esponente del M5S Giuseppe Antoci.
E’ e resta l’alternativa in campo, ha detto.