×
 
 
19/06/2026 06:00:00

Porto di Selinunte, il “trucco” del Ciclone Harry per un’altra somma urgenza

 Eccola l’ultima mossa della Regione Siciliana sulla vicenda del porto di Selinunte: usare i soldi dei danni del ciclone Harry per il dragaggio della posidonia. L’ordinanza del 12 giugno, firmata dal presidente Schifani, mette 2 milioni di euro per interventi ai porti di Marinella, Marsala, San Vito Lo Capo e Porto Palo.

 

Nell’ordinanza, termini come “assoluta urgenza”, “primo soccorso” e “urgenza indifferibile” si sprecano. E tutto “per fronteggiare – così si legge - eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito la costa a partire dal 18 gennaio 2026”. A parte che, alla faccia dell’urgenza, il provvedimento che stanzia i fondi è arrivato soltanto a metà giugno, cioè cinque mesi dopo il presunto evento scatenante,  non si capisce cosa c’entrino gli eventi meteorologici eccezionali.

Insomma, lo sanno anche i sassi che sabbia e posidonia intasano il porticciolo da decenni. E senza avere bisogno di cicloni.

 

La narrazione ufficiale, sposata con entusiasmo anche dal sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini, attribuisce al Ciclone Harry la responsabilità dell’attuale intasamento del porto. In un post sui social, il sindaco accoglie con soddisfazione l’intervento di rimozione di sabbia e posidonia, definendolo una risposta ai “gravi danni” di gennaio.

Peccato che i fatti ci raccontino un’altra storia. L’intasamento del porto era infatti un problema cronico e preesistente al ciclone, tanto che il Comune aveva già sollecitato la Regione ben prima di gennaio. Paradossalmente, proprio le mareggiate del Ciclone Harry avevano inizialmente “ripulito” in modo spontaneo l'imboccatura, spingendo i detriti verso l'interno, salvo poi vedere il porto bloccarsi nuovamente a causa di successive (e ordinarie) mareggiate di scirocco.

 

Oggi però sembra che la Regione Siciliana, dopo l’indagine giudiziaria delle scorse settimane, ci vada con i piedi di piombo. È come se ci fosse la consapevolezza che il ricorso al metodo della “somma urgenza” sia stato troppo sfruttato nel corso degli anni. Insomma, è come se fosse diventato troppo pericoloso. Ci vuole qualcos’altro. E i danni del ciclone Harry cadono proprio a fagiolo per sdoganare l’uso di fondi emergenziali.

Il “trucco” è semplice: presentare il problema come il frutto di una sciagura meteorologica imprevedibile (il Ciclone Harry) permette di intervenire con procedure spedite e deroghe. Come se lo spostamento di qualche roccia di contenimento avesse fatto entrare tutta la sabbia e la posidonia di questo mondo.

 

Certo, non si può che essere contenti. Anche se frutto di una forzatura, la Regione ha trovato i soldi per il dragaggio. Ma questo approccio rischia di essere un’arma a doppio taglio: definire l’intasamento come “eccezionale” nega la natura cronica del problema. Questo, al netto dei proclami e degli slogan politici, non può che rallentare la presa di coscienza necessaria per finanziare e realizzare quegli interventi strutturali che sarebbero l’unica via per una soluzione definitiva.

Il dubbio è che questa “fretta” serva più a chiudere una pratica burocratica che a restituire realmente il porto alla sua marineria. Marinella di Selinunte, più che di “cicloni” su cui scaricare le colpe, avrebbe forse bisogno di una politica che smetta di far finta di rincorrere l’emergenza per iniziare finalmente a progettare il futuro. Ma presentandosi anche in modo più credibile di un assessore regionale che, col caschetto giallo da cantiere in testa, promette ai pescatori cose che non può fare.

 

E’ lo stesso assessore, Alessandro Aricò (FdI) che ha comunicato l’inizio (anzi, “la ripresa”) dei lavori per lunedì 15 giugno. Ma fino al momento in cui scriviamo, al porto è tutto come prima. Non si è visto nessuno. La ruspa, che era stata cacciata via dai pescatori che, giustamente, si aspettavano il contestuale dragaggio dell’imboccatura (e non soltanto la rimozione del vecchio cumulo) non è ancora tornata. Rimangono due lenzuoli. In uno c’è scritto “Liberateci dalle alghe”. Nell’altro: “Pescatori sotto sequestro. Basta promesse, ci vogliono i fatti”.

 

Egidio Morici



Mare e pesca | 2026-06-18 20:00:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/18-06-2026/economia-del-mare-in-sicilia-vale-17-4-miliardi-250.jpg

Economia del mare: in Sicilia vale 17,4 miliardi 

La Sicilia si conferma una delle regioni italiane con il più forte legame economico con il mare. Secondo un recente studio del Centro Studi Economici della Fondazione BAPR, rilanciato da Nino Amadore sulle pagine de Il Sole 24 Ore, la Blue...