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20/06/2026 06:00:00

Marsala. La maggioranza di Patti alla ricerca di un metodo. Tutto rinviato per assessori e presidente del consiglio

La prima riunione di maggioranza a Marsala non ha sortito gli effetti sperati. Semplicemente, non si erano mai riuniti dopo l’elezione e adesso ci sono caselle da riempire, che si chiamano assessorati (ne mancano tre) e la presidenza del Consiglio, con annessa vicepresidenza.

 

La sindaca Andreana Patti ha ottenuto il 50% dei consensi, è stata eletta al primo turno, ma non ha una maggioranza bulgara in Consiglio. Sono quindici consiglieri comunali su 24, il che significa che nove sono di opposizione. E si tratta anche di un’opposizione alla quale appartengono l’ex sindaco Massimo Grillo e l’ex presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano.

La riunione è terminata con un aggiornamento a lunedì prossimo: bisogna arrivare in Aula, il 25 giugno, con un nome per la presidenza.

 

Dove si inceppa il metodo?

Durante la campagna elettorale non è stato scelto un metodo, forse perché l’allora candidata Patti pensava di avere a che fare con movimenti e partiti che avrebbero indicato rapidamente i nomi, al di là delle singole e legittime ambizioni.

Ma quando le ambizioni diventano veti, o peggio strategie, si resta fermi, si rimanda.

La sintesi prima o poi dovrà arrivare. Qualcuno, inevitabilmente, resterà scontento.

Questo dimostra, casomai ce ne fosse bisogno, che nessuno partecipa alla competizione solo per amore della città, della squadra o del rilancio. Ognuno, prima o poi, rivendica qualcosa. È accaduto con Marsala Schola, come hanno lasciato intendere i vari leader delle liste. Qualcuno cercava una blindatura, ma il puzzle è piuttosto complicato da mettere insieme.

 

Il metodo, dunque, non c’è. Bisognerà trovarlo, e anche in fretta, così come bisognerà nominare gli altri tre assessori e assegnare le deleghe.

Negli altri Comuni dell’Isola, anche quelli impegnati al ballottaggio, gli assessori sono già a pieno regime con compiti ben definiti. A Marsala, invece, si attende.

Una cosa è certa: nessuno dei consiglieri eletti vuole andare a fare l’assessore, perché significherebbe dimettersi da Palazzo VII Aprile. I quindici nicchiano, ringraziano e dicono di no. Un segnale chiaro: ci si può fidare di una sindaca appena eletta, che poi magari potrebbe sostituire e far perdere la postazione?

Vecchie storie, retaggi. Tutto già visto.

 

Come si elegge il presidente del Consiglio

La norma prevede che per l’elezione della seconda carica della città si voti a Sala delle Lapidi, dopo il giuramento dei consiglieri.

La regola è questa: alla prima votazione serve la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, quindi 13 voti. Se non si raggiunge, si passa alla seconda votazione, in cui viene eletto presidente chi ottiene la maggioranza semplice dei voti, cioè chi prende più voti degli altri candidati presenti in Aula.

In teoria, la maggioranza che sostiene la sindaca Andreana Patti dispone dei numeri per eleggere autonomamente il presidente già al primo scrutinio, salvo franchi tiratori o accordi politici diversi.

 

I nomi politicamente più pesanti della nuova maggioranza sono quelli di Linda Licari (Pd), Eleonora Milazzo (ProgettiAmo Marsala) e Piergiorgio Giacalone (ProgettiAmo Marsala). E poi c’è il consigliere di opposizione più votato di tutte le liste, Gaspare Di Girolamo (Udc).

Non si tratta di una partita solo numerica.