Mentre la provincia di Trapani prova a voltare pagina con il nuovo Piano d'Ambito che promette oltre 800 milioni di euro di investimenti sulla rete idrica, a Erice c'è chi continua ad aprire il rubinetto senza trovare una goccia d'acqua.
La denuncia arriva dal consigliere comunale di opposizione Vincenzo Maltese, che parla di una situazione ormai fuori controllo in diverse zone del territorio ericino. Le segnalazioni, spiega, arrivano da via Prizzi e da altre strade di Casa Santa, da via Pola e da via Manzoni alta. Ma è soprattutto a Pizzolungo che, secondo il consigliere, l'emergenza avrebbe assunto contorni drammatici.
"Nelle vie Anchise alta, Cerbero, Cibele e nelle strade limitrofe l'acqua non arriva da settimane", afferma Maltese.
Una situazione che avrebbe costretto numerose famiglie a rivolgersi alle autobotti private per garantirsi il minimo indispensabile per le esigenze quotidiane.
Secondo il consigliere, il problema sarebbe ben noto all'amministrazione comunale e agli uffici tecnici, ma continuerebbe a trascinarsi senza una soluzione definitiva. Le cause potrebbero essere diverse – dalla scarsa pressione della rete ai sistemi di pompaggio, fino alle criticità infrastrutturali – ma il risultato, sostiene, è sempre lo stesso: intere aree del territorio restano periodicamente senza approvvigionamento idrico.
La vicenda riporta inevitabilmente al tema degli investimenti annunciati negli ultimi anni.
Maltese ricorda il progetto finanziato nell'ambito del PNRR presentato nel 2022, che prevedeva anche il rifacimento della condotta idrica a Pizzolungo, e parla di risorse che non si sarebbero tradotte in opere concrete.
Un'accusa che si inserisce nel più ampio dibattito sulla capacità del territorio di trasformare finanziamenti e programmazione in cantieri realmente avviati.
La denuncia arriva proprio nei giorni in cui l'Assemblea Territoriale Idrica di Trapani ha approvato il nuovo Piano d'Ambito, un passaggio considerato storico dopo anni di commissariamento e stallo amministrativo. Il piano prevede oltre 806 milioni di euro di investimenti, l'introduzione della tariffa unica provinciale, il mandato a Invitalia per l'espletamento della gara che individuerà il futuro gestore del servizio idrico integrato e l'obiettivo di arrivare entro la fine dell'anno alla costituzione della nuova gestione unica del servizio.
Una prospettiva che potrebbe finalmente dare continuità agli interventi di manutenzione e ammodernamento delle reti, storicamente tra le più fragili della Sicilia. Ma il cambio di governance richiederà ancora mesi prima di produrre effetti concreti.
Nel frattempo, la realtà raccontata dai residenti resta fatta di rubinetti asciutti e autobotti.
E proprio questo è il punto evidenziato da Maltese: mentre si pianifica il futuro del sistema idrico provinciale, ci sono cittadini che continuano a convivere con un'emergenza quotidiana, costretti a pagare di tasca propria un bene essenziale che dovrebbe arrivare regolarmente nelle loro case.