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26/06/2026 10:19:00

Trapani, ancora acqua contaminata: analisi fuori norma. Ecco dove

Non solo turnazioni e rubinetti a secco. A Trapani, torna lo spettro delle contaminazioni dell'acqua potabile. 

Durante la seduta del consiglio comunale del 25 giugno, la consigliera comunale di Fratelli d'Italia Grazia Spada ha presentato un'interrogazione al sindaco e alla giunta chiedendo chiarimenti su alcune segnalazioni provenienti da via Riccardo Passeneto, dove una residente avrebbe fatto analizzare, privatamente e da un laboratorio accreditato,  un campione d'acqua riscontrando valori che destano forte preoccupazione.

Secondo quanto riportato nell'interrogazione, il campione, prelevato il 18 giugno e analizzato da un laboratorio il 22 giugno, avrebbe evidenziato la presenza di Escherichia coli pari a 120 UFC/100 ml, Enterococchi a 65 UFC/100 ml e batteri coliformi a 138 UFC/100 ml, quando la normativa prevede l'assenza totale di questi microrganismi nell'acqua destinata al consumo umano. Anche il valore dei nitriti sarebbe risultato superiore ai limiti di legge: 2,6 mg/l contro il limite di 0,5 mg/l

Spada riferisce inoltre che la cittadina avrebbe trasmesso una Pec agli uffici competenti chiedendo verifiche e chiarimenti, senza ottenere alcun riscontro. 

Da qui la richiesta di sapere se il Comune fosse già a conoscenza della vicenda, se siano stati effettuati campionamenti ufficiali nella zona, se l'Asp sia stata informata e quali misure urgenti si intendano adottare per tutelare la salute dei residenti. 

L'assessore al ramo, Giuseppe Pellegrino, si è incaricato di portare all'attenzione la segnalazione agli uffici competenti, con tempestività ed urgenza, trattandosi di una questione gestionale.

 

La problematica non è nuova. Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, infatti, diversi quartieri della città sono stati interessati da episodi di contaminazione batterica che hanno portato il Comune ad adottare ordinanze di divieto dell'utilizzo dell'acqua per uso alimentare. In quelle settimane numerose famiglie si sono ritrovate costrette a rifornirsi con autobotti e acqua in bottiglia, mentre tecnici comunali e Asp avviavano campionamenti e operazioni di bonifica della rete.

L’emergenza era esplosa tra gennaio e marzo dopo il ritrovamento di batteri fecali e acqua non conforme in diverse utenze in centro storico.  

Un caso di contaminazione rilevato in un condominio limitrofo a via Passeneto aveva spinto il Servizio Idrico Integrato del Comune a sospendere l'erogazione e ad estendere i controlli agli edifici vicini. 

Successivamente il dirigente del settore Lavori Pubblici, Orazio Amenta, aveva spiegato che una parte delle contaminazioni sarebbe stata provocata da danneggiamenti accidentali della rete idrica durante lavori eseguiti nel sottosuolo, in particolare nei cantieri della fibra ottica e di altri sottoservizi, che avrebbero favorito infiltrazioni tra la rete fognaria e quella dell'acqua potabile. 

"Un regolamento più severo sulle manomissioni stradali da parte delle grandi aziende dei sottoservizi è in fase di completamento, ed arriverà in consiglio comunale per l'approvazione nelle prossime settimane", spiega Amenta.

 

L'interrogazione della consigliera Spada riporta quindi al centro dell'attenzione una questione che sembrava avviata verso la normalizzazione, ma che continua a suscitare preoccupazione tra i residenti. 

Il caso si inserisce anche in un quadro più ampio di difficoltà infrastrutturali. Nella ripartizione regionale dei 47 milioni di euro destinati al potenziamento delle reti idriche siciliane, la provincia di Trapani infatti è rimasta quasi del tutto esclusa: l'unico progetto finanziato riguarda il Comune di Poggioreale, mentre sono rimaste fuori le richieste presentate dall'Ati Trapani per diversi altri comuni e riaccende i riflettori sullo stato delle infrastrutture idriche provinciali e sulla necessità di accelerare gli investimenti. 

Proprio per cercare di superare anni di ritardi, l'Assemblea Territoriale Idrica ha approvato nei giorni scorsi il nuovo Piano d'Ambito da oltre 806 milioni di euro, destinato a ridisegnare il servizio idrico integrato con l'affidamento a un gestore unico provinciale. Un progetto ambizioso che punta al rifacimento delle reti, alla riduzione delle perdite e all'ammodernamento degli impianti. 

Ma mentre si programmano gli interventi del futuro, i cittadini continuano a chiedere risposte sul presente: acqua che arrivi nelle case, ma soprattutto che sia sicura da utilizzare.