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28/05/2026 06:00:00

Acqua contaminata a Trapani: “Con la sega a nastro tagliavano anche i tubi”

Settanta utenze riattivate, una trentina ancora isolate e una città che da mesi vive tra autobotti, contatori chiusi e tubi contaminati: è questo il quadro dell’emergenza acqua a Trapani, dove adesso emerge anche un altro scenario fatto di cantieri nel sottosuolo, reti poco conosciute e lavori eseguiti “a tutta velocità” che, secondo il Comune, avrebbero provocato rotture e contaminazioni.

 

A parlare è il dirigente ai Lavori Pubblici Orazio Amenta, che collega direttamente parte dei problemi della rete idrica ai cantieri aperti negli ultimi anni tra fibra ottica ed Enel.

 

Ci sono state due diverse rotture, entrambe riconducibili a lavori eseguiti nel sottosuolo da ditte impegnate nei cantieri cittadini”, dice Amenta. Su uno dei casi il sospetto è preciso: “Siamo abbastanza certi che una delle rotture sia legata ai lavori per la fibra ottica”.

 

L’emergenza era esplosa tra gennaio e marzo dopo il ritrovamento di batteri fecali e acqua non conforme in diverse utenze in centro storico. Da lì il divieto di utilizzo dell’acqua, i contatori chiusi e il servizio sostitutivo tramite autobotti.

 

Oggi siamo rimasti con circa trenta utenze ancora isolate, ma per una decina è già stata disposta la riapertura”, spiega il dirigente. 

 

Tra le strade già rientrate o parzialmente riattivate figurano via Capitan Verri, via Nicolò Fabrizi, via Papa, via Livio Bassi, via Della Pace, via Della Salute e via Federico De Roberto.

 

Ma il dato che colpisce è un altro: il Comune ammette che fino a pochi anni fa la rete sotterranea della città fosse conosciuta solo in parte. 

 

Man mano che si fanno gli interventi si acquisisce una conoscenza della rete”, dice Amenta. In molti casi si è intervenuti quasi al buio, ricostruendo pezzo dopo pezzo la mappa reale di tubature idriche e fognarie.

 

Nel frattempo la città è diventata un enorme cantiere sotterraneo. “Enel in tre anni ha realizzato lavori per circa 20 milioni di euro a Trapani, finanziati anche con fondi PNRR”, spiega Amenta. 

 

A questi si aggiungono gli interventi per la fibra ottica. Scavi ovunque, strade aperte, tubazioni intercettate e sottoservizi che spesso finiscono per sovrapporsi.

 

Ed è qui che il dirigente punta il dito contro alcune modalità operative. “Quando si taglia la pavimentazione con la sega a nastro si finisce per tagliare tutto quello che c’è sotto”, afferma, annunciando regole più rigide per i cantieri.

 

Il Comune starebbe infatti preparando un regolamento più severo sulle manomissioni stradali da parte delle grandi aziende dei sottoservizi. 

 

Anche perché, spiega Amenta, oggi i Comuni avrebbero meno strumenti rispetto al passato per rivalersi economicamente sui gestori. 

 

Prima esistevano le cauzioni, oggi per molti interventi non ci sono più e recuperare eventuali somme è più complicato”.

 

Intanto continuano anche le verifiche sugli scarichi abusivi nella rete fognaria. “Sugli allacci abusivi stiamo effettuando interventi risolutivi”, sostiene il dirigente. 

 

Dopo il caso delle 12 palazzine individuate nella zona di via Capua, sarebbero emerse altre situazioni sospette, con tombini rimasti sepolti sotto l’asfalto e utenze da controllare.