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14/07/2026 12:35:00

Trapani, ancora acqua contaminata. I residenti: "Una storia che va avanti da decenni"

Le ordinanze si susseguono, le vie cambiano e le analisi dell'acqua vengono ripetute, ma il racconto dei cittadini resta sorprendentemente identico.

Le nuove segnalazioni di contaminazione dell'acqua arrivate da via Orlandini, via Nausicaa e via Natale Augugliaro riaprono una questione che a Trapani sembra non trovare mai una conclusione definitiva.

 A cambiare è il punto della mappa interessato dal problema, ma non il senso di precarietà e timore - sembra che molti trapanesi abbiano subito ricoveri o comunque pesanti conseguenze da gastroenteriti - con cui molti residenti convivono ogni volta che dal rubinetto esce un'acqua sulla cui sicurezza tornano ad affacciarsi dubbi.

C'è poi una frase, tra le tante affidate ai social, che più di ogni altra racconta il peso di questa vicenda.

"Ero piccolina e già c'era questo problema. A volte bastava aprire il rubinetto: l'acqua usciva marrone, con un odore insopportabile. Sono passati cinquant'anni e nulla è cambiato".

In poche righe c'è la memoria di una città che, almeno secondo chi la vive, continua a fare i conti con un'emergenza che attraversa le amministrazioni e le generazioni.

 

Altri residenti raccontano una quotidianità fatta di spese aggiuntive pesanti e continue precauzioni.

"Da anni conviviamo con il problema delle condutture di via Marsala. Ogni volta facciamo analizzare l'acqua, svuotiamo la cisterna, la riempiamo con le autobotti pagate di tasca nostra e poi, quando torna l'erogazione, si ricomincia. Paghiamo il servizio idrico, paghiamo le analisi e paghiamo anche le autobotti. È come essere ostaggi di una situazione che non riusciamo mai a lasciarci alle spalle".

Non è soltanto la contaminazione a preoccupare, è la sensazione che l'emergenza sia diventata ciclica.

Proprio nei giorni scorsi l'assessore al Servizio idrico, Giuseppe Pellegrino, aveva spiegato che in molti casi le contaminazioni sarebbero riconducibili ad azioni di terzi che avrebbero danneggiato le prese idriche pubbliche. 

Una spiegazione che, però, per molti cittadini rafforza una domanda: se il fenomeno non è più eccezionale, perché continua a essere affrontato come una successione di singole emergenze

Intanto il Comune si prepara ad avviare nuovi accertamenti.

"Lunedì il Servizio idrico ha preso in carico la pratica e procederà alla chiusura del contatore per avviare il monitoraggio sanitario. Contestualmente saranno effettuate indagini nella zona per individuare il focolaio dell'inquinamento", spiega Pellegrino.

L'assessore ricorda inoltre che lo stesso edificio di via Nicolò Fabrizi era già stato interessato da un analogo episodio alcuni mesi fa: "La contaminazione era stata risolta e cercheremo di riportare la situazione alla normalità nel più breve tempo possibile".

 

Le rassicurazioni dell'amministrazione, però, non sembrano bastare a rasserenare gli animi.

Diversi cittadini sostengono che, dopo la riattivazione dell'erogazione, non siano stati effettuati controlli direttamente presso le utenze domestiche interessate. 

Da qui la richiesta di un sistema di monitoraggio permanente, con verifiche puntuali, comunicazioni tempestive e protocolli chiari ogni volta che si verifica una contaminazione.

La sensazione diffusa è che il problema non riguardi più soltanto l'episodio del momento, ma la difficoltà di restituire fiducia a chi ogni giorno apre il rubinetto senza avere la certezza che quell'acqua sia davvero sicura.

Per molti residenti la vera emergenza non è l'ultima ordinanza, ma il fatto che, ogni volta che il problema sembra risolto, finisca per ripresentarsi qualche strada più in là. 

Cambia l'indirizzo, cambia il quartiere, ma l'incertezza resta la stessa, insieme all'escherichia coli.