Si è aperta questa mattina, al Polo territoriale universitario di Trapani, la giornata di studio dal titolo "Vecchie e nuove dipendenze, capacità e autodeterminazione", promossa dai Distretti socio-sanitari 50 di Trapani e 55 di Alcamo in occasione della Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di droga. Un momento di confronto che coinvolge magistrati, amministratori, professionisti, operatori sanitari e sociali, con l'obiettivo di affrontare il fenomeno delle dipendenze da una prospettiva multidisciplinare.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Polo territoriale universitario di Trapani, Giorgio Scichilone, che ha sottolineato l'importanza di creare una rete sociale fondata sullo scambio di competenze tra avvocati, assistenti sociali, operatori sanitari e istituzioni, per costruire risposte concrete ai bisogni delle persone.
Un intervento incentrato sul valore dell'accoglienza e delle relazioni è stato quello del vescovo, monsignor Pietro Maria Fragnelli, che ha richiamato il ruolo delle grandi amicizie, della ricerca della verità, dell'amore e della giustizia come strumenti di crescita personale. Attraverso alcuni episodi del Vangelo di Matteo, ha evidenziato come il messaggio di Gesù sia un invito a superare l'esclusione, a recuperare le relazioni interrotte e ad accompagnare famiglie e giovani nei percorsi di rinascita.
La sindaca di Erice, Daniela Toscano, ha posto l'attenzione sull'urgenza di affrontare un fenomeno che interessa l'intera società. Ha ricordato le difficoltà che interessano anche il territorio ericino, con particolare riferimento al quartiere San Giuliano, dove il consumo di sostanze come il crack rappresenta una criticità crescente. Secondo la sindaca, nessuna amministrazione può restare indifferente: è necessario rafforzare il coordinamento tra Comuni, Asp, tribunali, scuole e associazioni, avviando percorsi di prevenzione già tra i più giovani.
Sulla stessa linea il vicesindaco di Alcamo, Alessandro Donato, che ha ribadito il valore di un approccio sinergico. Nel suo intervento ha raccontato l'esperienza di alcuni genitori che hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto per affrontare il disagio vissuto all'interno delle proprie famiglie, sottolineando come solo attraverso la collaborazione tra servizi e istituzioni sia possibile costruire percorsi efficaci di sostegno. Ha inoltre ricordato le attività di sensibilizzazione realizzate nelle scuole dal Ser.D., insieme al Comune.
L'avvocato Vincenzo Longo ha evidenziato il ruolo della professione forense nell'assistenza alle famiglie coinvolte in situazioni di dipendenza, ribadendo la necessità di garantire servizi efficienti e un adeguato supporto psicologico. In assenza di risposte concrete, ha osservato, diventa difficile interrompere il circolo che lega dipendenza, disagio sociale e criminalità.
Tra i temi affrontati anche quello delle nuove forme di dipendenza. I rappresentanti del Dipartimento di Salute mentale hanno illustrato le attività di prevenzione svolte nelle scuole e sul territorio, comprese le iniziative itineranti rivolte ai giovani per sensibilizzare sui danni provocati dalle sostanze stupefacenti, ma anche dalle dipendenze comportamentali, come il gioco d'azzardo, l'uso eccessivo dei social network e dei videogiochi.
La dottoressa Luana Livoti ha ricordato che il servizio sociale non può limitarsi all'assistenza, ma deve garantire il diritto delle persone all'autodeterminazione, definendo la dipendenza come una condizione che priva l'individuo della propria libertà.
Il presidente dell'Ordine dei commercialisti di Trapani, Gildo La Barbera, ha evidenziato come il contrasto alle dipendenze richieda il contributo di professionalità diverse, richiamando le iniziative già avviate nei Distretti socio-sanitari a sostegno dell'inclusione lavorativa dei giovani e delle persone in condizioni di svantaggio.
L'avvocato Alagna, intervenuto in rappresentanza della Camera Penale di Trapani, ha invitato a conoscere più a fondo il fenomeno per poterlo affrontare efficacemente, richiamando l'attenzione sulla sofferenza, spesso silenziosa, delle famiglie e sulle nuove forme di dipendenza, che comprendono anche disturbi legati al cibo, allo shopping compulsivo e ad altri comportamenti.
La mattinata è poi proseguita con una tavola rotonda, moderata dalla docente Lalage Mormile, dedicata al rapporto tra autodeterminazione, cura e protezione della persona con dipendenze. Magistrati, avvocati, psicologi e dirigenti sanitari hanno approfondito il ruolo dell'amministrazione di sostegno come strumento capace di tutelare la persona senza privarla della propria autonomia.
Il giudice tutelare Eliseo Davi ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio tra protezione e rispetto delle scelte individuali, illustrando il ruolo dell'amministrazione di sostegno nei percorsi di cura. L'avvocato Vito Bertuglia ha spiegato come questa figura non si sostituisca alla persona beneficiaria, ma la affianchi nelle decisioni previste dal provvedimento del giudice, preservandone, per quanto possibile, la capacità di autodeterminarsi.
Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti anche il sostituto procuratore Enrico Zinoni, la dirigente psicologa Ilenia Faliero, il dirigente medico del Ser.D. dell'Asp di Trapani Salvatore Daidone, la dirigente psicologa responsabile dell'Uos di Psicologia giuridica dell'Asp di Trapani Silvia Scuderi e la coordinatrice del Distretto socio-sanitario 50 Marilena Cricchio, che hanno approfondito, ciascuno secondo le proprie competenze, i temi della tutela delle persone con dipendenze, della presa in carico sanitaria e psicologica, della prevenzione, della sicurezza sociale e del ruolo dei servizi territoriali nella costruzione di percorsi di cura e inclusione.
I lavori proseguiranno nel pomeriggio con il confronto dal titolo "Oltre la sostanza", dedicato alle famiglie, alle associazioni e agli operatori del territorio, per approfondire strumenti, risorse e percorsi di inclusione sociale rivolti alle persone con dipendenze.
Beatrice Progni