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26/06/2026 06:00:00

Erice, Guaiana frena su Marrocco: “No alle autocandidature, prima i programmi”

Peppe Guaiana, consigliere comunale a Trapani e riferimento del movimento civico Amo Trapani, interviene nel dibattito sulle prossime amministrative di Erice. Al centro c’è la candidatura di Livio Marrocco, lanciata da Fratelli d’Italia, ma sulla quale Guaiana pone più di una riserva.

 

“Sono dell’idea che le candidature vengano scelte dai cittadini e quindi sono contro le autocandidature”, dice Guaiana. “È vero che ci si può autocandidare, ma è difficile auto-eleggersi. Anzi, reputo che sia impossibile auto-eleggersi, perché alla fine sono sempre i cittadini che decidono”.

Per Guaiana, la priorità non è il nome del candidato sindaco ma il progetto per la città. “Amo Erice non accetta autocandidature. Come Marrocco ha deciso di scendere in campo, domani mattina potrebbe decidere di scendere in campo Peppe Guaiana, Michele Cavarretta o qualsiasi altro esponente di Amo Erice. Non temiamo il confronto”.

Sul movimento, Guaiana rivendica il percorso civico: “Noi siamo in un progetto civico e posizioni partitiche non ne accettiamo. Abbiamo scelto una linea civica proprio per questo”.

 

Il consigliere chiarisce anche il rapporto con l’attuale amministrazione ericina e con la sindaca Daniela Toscano: “Ci siamo posti in contrapposizione all’attuale governo cittadino di Trapani, nella persona del sindaco Giacomo Tranchida, e a Erice nella persona dell’attuale sindaco Toscano. Ma non dico che tutte le persone che sono accanto alla Toscano non siano buone”.

Guaiana apre quindi alla possibilità di costruire alleanze, ma solo dopo un confronto sui contenuti. “La roadmap parte dai programmi per il territorio, per rilanciare Erice, che non ha nulla da temere rispetto ad altre realtà siciliane come Taormina. Erice merita tantissimo e potrebbe avere ancora di più”.

Il percorso, secondo Guaiana, deve passare prima dalla condivisione dei programmi con movimenti civici e partiti disponibili, ma senza imposizioni dall’alto: “Non vogliamo cadere nel tranello di simboli e nomi dettati da Roma, dalla Sicilia o da altri tavoli”.

Solo dopo, conclude, si potrà definire il perimetro della coalizione e il candidato sindaco.