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26/06/2026 14:00:00

Giovani siciliani, il 73% non crede nel cambiamento e guarda lontano dall'Isola

 La Sicilia continua a perdere i suoi giovani, ma il problema non è soltanto la mancanza di lavoro. A spingere molti a lasciare l'Isola sono soprattutto l'assenza di prospettive di crescita professionale, il merito che fatica a essere riconosciuto e la percezione di un sistema dominato dal clientelismo. È quanto emerge dal report realizzato da ORA! Sicilia, che ha raccolto le risposte di 1.150 giovani tra i 18 e i 40 anni per analizzare aspettative, delusioni e motivazioni di chi parte o pensa di farlo.

I risultati completi dello studio saranno presentati sabato 27 giugno, alle ore 11, al Palazzo della Cultura di Catania.

 

Sette giovani su dieci non credono nel futuro della Sicilia

Il dato che colpisce maggiormente riguarda il livello di sfiducia. Secondo il sondaggio, il 73% degli intervistati afferma di pensare "spesso" o "sempre" che in Sicilia le cose non cambieranno mai, mentre l'81% non si aspetta miglioramenti significativi nel prossimo decennio.

Anche la mobilità è ormai una realtà consolidata: un giovane su tre tra quelli che hanno partecipato all'indagine vive già fuori dalla Sicilia.

 

Non si parte solo per trovare lavoro

Il report mette in discussione uno dei luoghi comuni più diffusi. A spingere i giovani verso altre regioni o all'estero non sarebbe principalmente la mancanza di occupazione, ma l'assenza di prospettive professionali.

Tra le motivazioni indicate dagli intervistati figurano:

·        l'assenza di possibilità di carriera (53%);

·        il merito non valorizzato (37%);

·        il clientelismo (33%).

Secondo ORA! questi elementi alimentano un clima di sfiducia che finisce per rendere l'emigrazione la scelta più naturale.

Più si studia, meno si crede di poter restare

Un altro aspetto evidenziato dall'indagine riguarda il rapporto tra istruzione e fiducia nel territorio.

All'aumentare del livello di studi cresce infatti la convinzione che costruire il proprio futuro in Sicilia sia più difficile. Chi possiede master o dottorati manifesta una propensione maggiore a trasferirsi rispetto a chi ha un titolo di studio inferiore, confermando una dinamica già osservata in altri studi sul fenomeno della cosiddetta "fuga dei cervelli".

 

Le parole dei giovani: "Ti amo, ma svegliati"

Accanto ai dati numerici, il questionario ha raccolto anche centinaia di risposte aperte. Tra le parole rivolte simbolicamente alla Sicilia ricorrono termini come "bellissima", "potenziale", "svegliati", "ti amo" e "mi dispiace", espressioni che raccontano un forte legame con l'Isola ma anche una profonda delusione.

«Tutti a Mazara conosciamo quella scena: d'estate la città si riempie di giovani tornati per le ferie, a settembre si svuota di nuovo», osserva Ivan Formusa, componente dell'assemblea regionale di ORA!. «Questi 1.150 ragazzi ci dicono una cosa precisa: non partono perché non amano la Sicilia, ma perché non credono che qui il merito conti».

 

Le proposte di ORA!

Partendo dai risultati del sondaggio, ORA! Sicilia ha elaborato cinque proposte che saranno illustrate durante l'incontro di Catania. L'obiettivo dichiarato è intervenire sulle cause strutturali dell'emigrazione giovanile, migliorando il collegamento tra formazione e lavoro qualificato e puntando, secondo il movimento politico, a una diversa allocazione delle risorse pubbliche senza prevedere nuova spesa.

Il report sarà accompagnato anche da un'analisi sul costo economico che la continua emigrazione dei giovani produce per la Sicilia, in termini di capitale umano e sviluppo del territorio.