Marsala, oggi si chiude l'XI Summer School: futuro, democrazia e istituzioni al centro del confronto
Si conclude oggi, sabato 27 giugno, l'XI edizione della History & Politics Summer School, ospitata al Complesso Monumentale San Pietro di Marsala e dedicata al tema "Politics After Tomorrow. Teorie e istituzioni per il XXI secolo".
L'ultima giornata prevede due appuntamenti di approfondimento. Dalle 10 alle 12, nelle Cantine Florio, il professor Andrea Iacona, docente di Logica all'Università di Torino, terrà la lezione "L'enigma del futuro: internet tra utopia e distopia". A seguire interverrà la professoressa Ornella Porchia, docente di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Torino, con una relazione dal titolo "Unione Europea alla prova delle sfide contemporanee: quale ruolo per le istituzioni?". Le conclusioni dell'intera Summer School saranno affidate al professor Giorgio Scichilone, ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche all'Università di Palermo, presidente del Polo Universitario di Trapani e direttore della Summer School.
Promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali (DEMS) dell'Università degli Studi di Palermo, con il sostegno del Consorzio Universitario della Provincia di Trapani, la scuola estiva si è svolta dal 23 al 27 giugno, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento nel panorama nazionale della formazione accademica e dell'approfondimento scientifico.
L'edizione 2026 ha scelto di interrogarsi sulle grandi trasformazioni della politica, della rappresentanza e delle istituzioni in un contesto segnato da guerre, crisi internazionali, disinformazione, intelligenza artificiale e nuove fragilità democratiche. A Marsala si sono ritrovati studiosi, ricercatori, studenti e corsisti provenienti da tutta Italia per discutere una domanda centrale: le istituzioni politiche sono ancora in grado di governare la complessità del presente e del futuro? E, se non lo sono più, quali cambiamenti sono necessari per preservare democrazia, libertà e diritti?
Scichilone: "La sfida è custodire libertà e diritti"
Per il direttore della Summer School, Giorgio Scichilone, l'iniziativa rappresenta ormai molto più di un appuntamento accademico.
"La Summer School è un riferimento nazionale, un momento in cui ci fermiamo dalla nostra ordinarietà per vivere un'esperienza speciale che si rinnova di anno in anno, con prospettive nuove, collaborazioni e una rete che è diventata una comunità itinerante a livello nazionale."
Secondo Scichilone, il tema scelto quest'anno nasce dalla consapevolezza che il cambiamento in atto riguarda la stessa natura della società contemporanea.
"Oggi siamo di fronte a una trasformazione non solo epocale ma anche antropologica. La specie umana sta cambiando e ci troviamo davanti a trasformazioni sempre più radicali. La sfida che dobbiamo affrontare è come custodire le libertà e i diritti in un'epoca in cui questi cambiamenti mettono in discussione la tenuta democratica delle istituzioni."
Lucarelli: "È in crisi l'ordine internazionale"
Tra gli interventi più seguiti anche quello di Sonia Lucarelli, docente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell'Università di Bologna, che ha analizzato la crisi dell'ordine internazionale e le conseguenze sulle democrazie occidentali.
"Oggi non c'è più la certezza del diritto internazionale. Gli Stati Uniti lo violano senza preoccuparsi di giustificare queste violazioni."
Per Lucarelli, alle tensioni geopolitiche si somma una crescente chiusura delle società occidentali.
"Siamo una società che si chiude sempre di più e che si avvicina a movimenti che propongono una lettura molto tradizionale della realtà. Si afferma un conservatorismo contrario alla società aperta. Ci troviamo davanti a società impaurite e disorientate che si rifugiano nel voto a una destra radicale ed euroscettica, che immagina un'Europa governata dagli Stati più che da istituzioni sovranazionali."
Una crisi che, secondo la docente, è allo stesso tempo sociale e internazionale.
"Questa situazione rende più difficile rispondere efficacemente a un mondo non occidentale che si sta affermando e che propone una diversa visione dell'ordine internazionale, come dimostrano Cina, Russia e, per alcuni aspetti, anche l'India."
Monteleone: "Il Consiglio di Sicurezza resta centrale"
Il funzionamento delle istituzioni internazionali è stato al centro anche dell'intervento di Carla Monteleone, docente di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell'Università di Palermo, che ha dedicato il proprio contributo al ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
"Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è un organismo centrale nel sistema politico internazionale contemporaneo, anche se oggi è uno dei più difficili da far funzionare."
Monteleone ha ricordato come le crisi degli ultimi anni abbiano evidenziato i limiti dell'organismo.
"Se guardiamo a Siria, Ucraina e Gaza, il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a intervenire, paralizzato dai veti incrociati dei membri permanenti."
Nonostante questo, la docente invita a non sottovalutarne la funzione.
"Il suo compito essenziale è evitare che le grandi potenze ricorrano direttamente all'uso della forza l'una contro l'altra. Ed è una funzione che, nonostante tutte le difficoltà, il Consiglio di Sicurezza continua a svolgere."
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