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29/06/2026 06:00:00

A Salemi Fabrizio Giambrone ha creato uno spazio pubblico per famiglie e bambini.

A Salemi Fabrizio Giambrone ha trasformato un'area pubblica degradata e in abbandono in uno spazio pubblico attrezzato per famiglie e bambini .

 

Ne parliamo perché secondo noi esiste una sottile ma sostanziale differenza tra il successo personale e un’iniziativa che lascia un segno tangibile nella comunità. 

Il primo appartiene a chi lo conquista; il secondo diventa patrimonio di tutti.

 

Ce lo ricordiamo Fabrizio Giambrone ancora ragazzo, in pantaloni corti, mentre affiancava il padre nella vendita ambulante di frutta e verdura per le vie di Salemi. 

 

Difficilmente avremmo immaginato il percorso imprenditoriale che lo avrebbe portato, negli anni, a diventare il fondatore di una delle concessionarie automobilistiche più conosciute della provincia di Trapani..

 

La sua è una storia da libro Cuore, ma una storia reale, costruita giorno dopo giorno, senza scorciatoie o compromissioni. 

Un tempo si sarebbe parlato del classico self made man, l'uomo che si è fatto da solo. L’espressone che creò il mito americano. 

Oggi quella definizione è in fase di revisione, e la moderna cultura d'impresa insegna che nessun successo nasce in isolamento: ogni azienda cresce attraverso relazioni, fiducia e responsabilità reciproca. 

Nessuno uomo è un’Isola, si sostiene.

Fabrizio Giambrone sembra aver fatto propria questa filosofia, nella pratica.

Provenendo dalla gavetta, è sempre stato consapevole che il proprio percorso imprenditoriale è stato possibile anche grazie al rapporto costruito con il territorio e con le persone che hanno creduto nella sua attività. 

Da qui la scelta di restituire alla collettività una parte di quanto ricevuto.

Un'idea che non si traduce in semplici dichiarazioni, ma con interventi concreti.

Spinto da una particolare sensibilità verso i temi dell'ambiente e della qualità della vita urbana, Giambrone ha messo in pratica alcuni progetti di riqualificazione di aree pubbliche degradate, prendendole simbolicamente "in adozione" per restituirle risanate ai cittadini.

E cosi procedendo, dopo le esperienze realizzate a Mazara del Vallo e Marsala, il progetto è approdato anche nella sua città natale.

 

 

A Salemi, infatti, è stato completato nelle scorse settimane un importante intervento su un'ampia area comunale che, fino a pochi mesi fa, era abbandonata all'incuria, invasa dalle sterpaglie e dai topi, e priva di qualsiasi funzione sociale.

Oggi quello spazio di mille metri quadrati circa, situato nella zona nuova di espansione urbanistica (il “paese nuovo”), tra le case popolari e il Centro Kim, si presenta con un volto completamente diverso.

Dominata in lontananza dal Castello, risplende col suo colore lattiginoso punteggiato di punti verdi, una piazza alberata, arricchita da panchine, segnata da percorsi pedonali e giochi destinati ai bambini, offre un nuovo luogo di incontro per famiglie, anziani e giovani.

Un piccolo polmone verde che restituisce dignità a un'area dimenticata e dimostra come la rigenerazione urbana possa contribuire non solo al decoro di una città, ma anche al miglioramento della qualità ambientale e delle relazioni sociali.

«È un regalo che ho voluto fare ai salemitani», ha dichiarato l'imprenditore.

Un gesto che assume un valore ancora maggiore in un'epoca in cui il consumo di nuovo suolo e il degrado degli spazi pubblici rappresentano due delle principali sfide ambientali dei piccoli centri.

Un nuovo sito che, ci auguriamo, sarà apprezzato e fruito dalla cittadinanza, che, in verità, si è sempre caratterizzata per essere poco incline a questo tipo di incontri collettivi, fatta eccezione per quelli pseudoreligiosi dove la devozione si misura dall’intensità del grido osannate al santo di turno. 

Pleonastico ribadire che la riqualificazione di un'area verde non significa soltanto piantare alberi o installare qualche panchina: significa creare luoghi di socialità, contrastare l'abbandono, favorire l'inclusione e contribuire a mitigare gli effetti delle isole di calore urbane.

Meno scontato, invece, che venga utilizzato, difeso e oggetto di periodiche manutenzioni.

Ecco, la manutenzione. La domanda angosciante che accompagna la nascita di un’opera pubblica di questo tipo in Sicilia.

 

Perché il destino degli spazi pubblici non si decide il giorno dell'inaugurazione, ma nei mesi e negli anni successivi. Un giardino senza cure torna rapidamente ad essere terreno di degrado; una piazza dimenticata perde presto la propria funzione civile.

 

L'auspicio è che il dono di un imprenditore trovi continuità nella responsabilità delle istituzioni e nel senso civico dei cittadini. 

 

Solo così questo nuovo spazio verde potrà continuare ad essere un luogo vissuto, rispettato e tramandato alle future generazioni.

La vera sfida dell'ambientalismo urbano, infatti, non è soltanto creare nuovi spazi pubblici, ma imparare a custodirli.

Ecco perché poniamo l’accento sul problema della manutenzione. 

Sebbene il costo della sua realizzazione, pari a 40mila euro circa, sia stato interamente a carico del privato, Il nuovo bene e’ a tutti glie effetti parte integrante del patrimonio comunale. Di conseguenza la sua manutenzione.

 

 

L’assenza di una cerimonia inaugurale da parte dell’Amministrazione, cosi come di una qualsiasi altro gesto di gratitudine, sia pure informale, tramite i social con foto o video, che oggi non si nega a nessuno), da parte del donatario (il rappresentante del Comune) nei confronti del donante ( il signor Giambrone ), ci crea apprensione sul futuro di questa nuova realizzazione. 

 

Ci auguriamo di sbagliare. 

Ci penseranno i cittadini! Per la manutenzione”, ha affermato candidamente Fabrizio Giambrone.

 

Franco Ciro Lo Re