Un’autostrada tra Mazara del Vallo e Gibellina, una moltitudine di corvi su un ponte, un arcobaleno geometrico. Da questa immagine nasce “Autostrada di corvi e orizzonti arcobaleno”, la mostra di Giuseppina Giordano che sarà inaugurata sabato 4 luglio, alle 19.30, a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, a Gibellina.
L’esposizione è la restituzione del progetto di residenza artistica dell’artista mazarese ed è inserita in “Playground Love”, dentro “Plenaria26, nuovi fermenti creativi per il futuro”, uno dei progetti del dossier di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
La mostra resterà visitabile fino al 6 settembre.
Il Belice visto attraverso l’amore
Il lavoro di Giuseppina Giordano parte da una domanda semplice solo in apparenza: cosa resta di una memoria collettiva quando viene attraversata dall’infanzia, dall’immaginazione e dall’amore?
L’immagine iniziale — l’autostrada, i corvi, l’arcobaleno — diventa una soglia. Dentro si addensano perdita, trasformazione e memoria del Belice.
Non c’è un racconto lineare del terremoto, né una ricostruzione storica tradizionale. Il progetto si muove invece tra visioni, testimonianze, disegni, interviste e dispositivi narrativi.
Il lavoro con i bambini e gli abitanti
Giordano ha coinvolto le scuole di Gibellina e del territorio, chiedendo ai bambini di tradurre graficamente il titolo della mostra.
Quei disegni sono poi stati riletti come tavole di un TAT, il Thematic Apperception Test, e usati come strumenti per attivare il racconto degli abitanti durante alcune interviste dedicate al tema dell’amore.
Il risultato è un cortocircuito tra generazioni: chi ha vissuto il trauma del terremoto e chi è nato molti anni dopo viene messo davanti agli stessi stimoli, per capire come la memoria possa ancora produrre nuove immagini di futuro.
Uno spazio trasformato
Anche lo spazio espositivo cambia funzione.
Belìce/EpiCentro non si presenta soltanto come contenitore museale, ma diventa parte dell’opera. Le sale sono rivestite di pluriball e materiali da imballaggio riciclato, attraversate dal suono di un giradischi.
Al centro del percorso compaiono una poltrona da psicoterapia sdoppiata, pensata come soglia del dialogo tra artista e comunità, e un video in cui il viaggio personale di Giordano si intreccia con le biografie degli abitanti.
Il direttore di Belìce/EpiCentro, Giuseppe Maiorana, parla di uno spazio che rinuncia alla sua funzione consueta per diventare “involucro in attesa”, qualcosa che il visitatore è chiamato ad aprire, quasi a scartare.
L’artista
Giuseppina Giordano è nata a Mazara del Vallo e lavora con pratiche installative, partecipative e multisensoriali.
La sua ricerca coinvolge individui e comunità, con l’obiettivo di creare esperienze aperte e condivise. Nel suo percorso utilizza anche metodologie partecipative come il Social Dreaming.
Si è formata tra l’Accademia di Belle Arti di Brera e SDA Bocconi e ha partecipato a residenze internazionali, tra cui NARS Foundation a New York, The Studios presso MASS MoCA negli Stati Uniti, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e The London Summer Intensive presso Slade School of Fine Art e Camden Arts Centre.
Ha esposto in Italia e all’estero, dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano al Taubman Museum of Art, fino alla NARS Foundation di New York. Nel 2021 è stata tra le vincitrici di “Cantica21”, progetto promosso da Ministero della Cultura e Ministero degli Esteri, con l’opera “Corolla Sketches”, entrata nella collezione del Museo Santa Maria della Scala.
Plenaria26 e Gibellina 2026
“Playground Love” è parte di “Plenaria26”, programma realizzato in collaborazione con Pro Loco di Gibellina, Unpli Trapani, CRESM e Rete museale e naturale belicina.
La mostra si inserisce nel percorso di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, dove la memoria del Belice torna a essere materia viva: non solo archivio del passato, ma spazio di relazione, ricerca e partecipazione.
L’inaugurazione è sabato 4 luglio, alle 19.30, a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. La mostra sarà visitabile fino al 6 settembre 2026.