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03/07/2026 16:51:00

Piscina di Marsala, il Tribunale dà ragione al Comune: condannata la società che la gestiva, 365 mila euro

Il Comune di Marsala vince la causa sulla gestione della piscina comunale. Il Tribunale civile di Marsala ha infatti accolto integralmente le richieste dell'ente nei confronti dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Blu Water, capogruppo dell'associazione temporanea di imprese che aveva in gestione l'impianto natatorio comunale.

La sentenza, pronunciata dal giudice Giampaolo Bellofiore il 2 luglio 2026, condanna la società al pagamento di oltre 365 mila euro, ai quali si aggiungono interessi e spese di giudizio.

 

Le somme riconosciute al Comune

 

Il provvedimento stabilisce che la Blu Water dovrà versare al Comune di Marsala:

  • 252.095,20 euro per canoni di concessione non corrisposti e quote di compartecipazione ai consumi di gas ed energia elettrica (39.460 euro per i canoni e 212.635,20 euro per le utenze);
  • 90.848,10 euro a titolo di risarcimento dei danni derivanti dalla mancata manutenzione ordinaria della piscina comunale;
  • 430,05 euro per il rimborso delle spese di mediazione anticipate dal Comune, oltre ulteriori 273,28 euro di spese documentate.

A queste somme si aggiungono gli interessi legali maturati e la condanna al pagamento delle spese processuali.

 

Oltre 22 mila euro di spese legali

 

Il Tribunale ha inoltre condannato l'associazione alla rifusione delle spese di lite sostenute dal Comune, liquidate in 22.457 euro, oltre rimborso forfettario del 15%, Irap, se dovuta, e gli altri accessori di legge.

 

La vicenda

 

La causa civile era stata promossa dal Comune di Marsala per ottenere il pagamento delle somme ritenute dovute in forza del contratto di gestione della piscina comunale, stipulato nel 2017 con l'Associazione Temporanea di Imprese composta dalla ASD Blu Water, dalla ASD Aquasport e da Italica Società Sportiva Dilettantistica.

Secondo quanto ricostruito nella sentenza, il Comune contestava il mancato pagamento dei canoni concessori, della quota relativa ai consumi energetici e i danni causati dall'omessa manutenzione ordinaria dell'impianto.

Il Tribunale ha ritenuto fondate le richieste dell'amministrazione comunale, accogliendole integralmente e disponendo la condanna della società convenuta.

La decisione rappresenta un importante capitolo nella complessa vicenda della gestione della piscina comunale di Marsala, struttura che negli ultimi anni è stata al centro di numerose difficoltà amministrative e gestionali.

 

 

Bilardello: "Fu una delle mie priorità, recuperati quasi mezzo milione di euro"

 

Sulla sentenza interviene anche l'ex assessore allo Sport della giunta Grillo, Ignazio Bilardello, che rivendica il lavoro svolto dall'amministrazione per arrivare al contenzioso conclusosi con la condanna dell'ex gestore.

"Una delle cose di cui mi sono occupato sin dall'inizio e a cui ho dato priorità durante il mio mandato di assessore è stata la piscina comunale, che umiliava la nostra città per come era stata trattata e abbandonata dai gestori", afferma Bilardello. L'ex assessore punta il dito anche contro chi ha amministrato prima: "La cosa più grave è che fino a quel momento gli amministratori che ci hanno preceduto non hanno effettuato nessun controllo che invece avrebbero dovuto fare per evitare di accumulare danni su danni".

Bilardello ricostruisce quindi le iniziative intraprese durante il suo mandato: "Dopo aver incassato la fideiussione di 100 mila euro non mi sono accontentato. Da un'ispezione ho verificato che i danni erano molto più consistenti: derivavano dal mancato pagamento dei canoni di concessione, delle utenze e soprattutto dalla totale assenza di manutenzione dell'impianto".

L'ex assessore spiega di aver chiesto all'ufficio legale del Comune di procedere con un accertamento tecnico per quantificare il danno e, successivamente, di avviare l'azione giudiziaria. "Oggi - sottolinea - abbiamo una sentenza che condanna i gestori di quel periodo, sotto l'amministrazione del sindaco Alberto Di Girolamo, per una somma che si aggira intorno ai 400 mila euro. Se a questa cifra si aggiungono i 100 mila euro già recuperati attraverso la fideiussione, il danno complessivamente recuperato sfiora il mezzo milione di euro".

Bilardello conclude con una riflessione sul ruolo di controllo dell'ente pubblico: "Un'amministrazione non può consentire che un gestore accumuli danni di questa entità senza effettuare verifiche preventive e costanti. Il controllo è un dovere, proprio per evitare che si arrivi a situazioni come questa".