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03/07/2026 18:29:00

"Perché lo Stagnone di Marsala incarna meglio lo spirito del programma MAB UNESCO"

Gentile Redazione di Tp24,

il dibattito in corso sulla candidatura al programma MAB (Man and the Biosphere) dell’UNESCO per le saline della Sicilia occidentale impone una riflessione seria e profonda sulle reali caratteristiche dei siti coinvolti. Il riconoscimento MAB non è un semplice premio di bellezza, ma certifica l'equilibrio perfetto e incontaminato tra l'uomo e la biosfera. Ed è proprio analizzando questo criterio che emerge la netta, oggettiva differenza tra le Saline dello Stagnone di Marsala e quelle di Trapani e Paceco.

Sebbene l'intera costa trapanese condivida la straordinaria tradizione della coltura del sale, dal punto di vista dell'integrità paesaggistica ed ecologica parliamo di due realtà completamente diverse.

 

Le Saline di Trapani e Paceco, pur bellissime e ricche di storia, pagano purtroppo il prezzo di uno sviluppo infrastrutturale aggressivo. Sono letteralmente tagliate in due dal passaggio della Strada Provinciale 21, un'arteria ad alto scorrimento che spezza bruscamente la continuità biologica e visiva delle vasche. Come se non bastasse, quel sito convive a stretto contatto con la pressione della zona industriale (ZIR), con le infrastrutture portuali e con l'espansione urbana della città. L'antico mestiere del salinaro si ritrova lì a fare i conti con i fumi, i rumori e l'impatto visivo della modernità industriale a ridosso dei canali.

A Marsala la situazione è diametralmente opposta, ed è qui che risiede il vero miracolo dello Stagnone.

 

Le saline marsalesi sono cullate all'interno di una laguna che è Riserva Naturale Orientata a tutti gli effetti, protetta da barriere naturali e lontana da qualsiasi insediamento industriale. Qui non esiste alcuna strada provinciale che recide i canali o che separa geometricamente le vasche. La continuità dell'ecosistema è totale: l'acqua della laguna entra fluida nelle vasche e l'occhio umano può spaziare senza interruzioni dalle montagne di sale fino alle isole di Mozia e all'Isola Grande.

 

A Marsala il turismo ha trovato un suo equilibrio straordinario, diventando una delle mete più attrattive d'Europa proprio grazie allo spettacolo pulito e colorato delle vele del kitesurf, che riempiono il cielo sfruttando la sola forza del vento. Se c'è una minaccia per questo paradiso, non è certo il turismo sportivo, ma qualcosa che arriva dall'alto: il rumore assordante dei caccia militari della vicina base di Birgi. Sono proprio quelle cariche supersoniche a rappresentare il vero, costante pericolo per l'avifauna, spaventando i fenicotteri e le specie migratorie che scelgono la laguna per riposare. La bellezza silenziosa di quelle vele dovrebbe superare, per forza e per numero, il frastuono dei motori militari, ribadendo la vocazione di pace e natura dello Stagnone.

 

Se vogliamo che l'UNESCO riconosca il valore scientifico ed ecologico di questa costa, le istituzioni devono mettere in chiaro questa enorme differenza: Marsala non ha subito le mutilazioni infrastrutturali di Trapani e difende la sua biodiversità nonostante le servitù militari sovrastanti.

Le Saline dello Stagnone non sono semplicemente una porzione della candidatura;  sono semmai, per distacco l'esempio più integro, nobile e fedele allo spirito originario del programma MAB. Spero che la vostra testata possa dare spazio a questa cruciale distinzione, affinché il territorio marsalese veda riconosciuto il valore della sua eccezionale conservazione naturale.

 

Un cittadino