"La crescita non basta". Rifondazione Comunista – Sinistra Europea critica duramente il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e la maggioranza di centrodestra, accusandoli di presentare una lettura troppo ottimistica dei dati economici dell'Isola. In una nota firmata da Nicola Candido, componente della Direzione nazionale del partito, si sostiene che, nonostante alcuni indicatori siano migliorati, la Sicilia continui a soffrire di profonde fragilità economiche e sociali.
Secondo Candido, il lieve incremento dell'attività economica registrato nel 2025, pari allo 0,6%, non rappresenta un vero cambio di passo. Al contrario, viene definito un dato insufficiente per parlare di ripresa strutturale, soprattutto perché sostenuto prevalentemente da edilizia, spesa pubblica, commercio, turismo e servizi tradizionali, settori ritenuti a basso valore aggiunto.
Per Rifondazione Comunista, le ingenti risorse pubbliche arrivate negli ultimi anni non hanno prodotto uno sviluppo capace di aumentare produttività, innovazione e occupazione stabile.
Occupazione: Sicilia ancora lontana dal resto d'Italia
Il documento evidenzia come, pur essendo aumentata dello 0,9% nel 2025, l'occupazione in Sicilia resti molto distante dalla media nazionale.
Il tasso di occupazione nell'Isola si ferma infatti al 47,3%, contro il 62,5% italiano, mentre la disoccupazione raggiunge il 12,2%, circa il doppio rispetto alla media nazionale. Ancora più preoccupante, secondo il partito, è il dato della disoccupazione di lunga durata, pari al 7,6%.
Donne e giovani tra le categorie più penalizzate
Particolarmente critica viene definita la situazione dell'occupazione femminile. Il tasso di occupazione delle donne è indicato al 34,6%, mentre quello maschile raggiunge il 60,2%. La disoccupazione femminile arriva al 14,3% e, dopo quattro anni di crescita, l'occupazione delle donne sarebbe tornata a diminuire.
Preoccupano anche le condizioni dei giovani. Tra i 15 e i 24 anni il tasso di occupazione è del 12,4%, con una disoccupazione del 33,8%, mentre i giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano e non lavorano (Neet) rappresentano il 27,5%, quasi il doppio della media nazionale.
"Si crea lavoro, ma è precario e povero"
Nel documento si sottolinea anche la qualità dell'occupazione. Oltre la metà dei nuovi contratti, il 55,1%, è a tempo determinato, mentre soltanto il 31,1% è a tempo indeterminato. Le professioni ad alta qualificazione rappresentano appena il 14,2% dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro.
Sul fronte salariale, Rifondazione evidenzia come le retribuzioni reali siano ancora inferiori del 7,7% rispetto al 2021 e come, tra il 2008 e il 2023, siano diminuite del 15,8%. La retribuzione media annua in Sicilia viene indicata in 17.135 euro, contro i 23.662 euro della media nazionale.
Le critiche alla giunta Schifani
Secondo Nicola Candido, la responsabilità politica della situazione ricade anche sull'attuale governo regionale.
La nota sostiene che, pur avendo gestito ingenti risorse provenienti dal PNRR e dai fondi di coesione, la Regione non abbia costruito una strategia capace di collegare università, innovazione e occupazione stabile, continuando a puntare su turismo stagionale, commercio, edilizia e pubblica amministrazione.
Ambiente, agricoltura e servizi
L'intervento affronta anche i temi ambientali. Rifondazione richiama le difficoltà dell'agricoltura siciliana, la crisi idrica degli ultimi anni e la necessità di una migliore gestione delle risorse idriche, sostenendo che le piogge del 2026 abbiano migliorato la situazione degli invasi senza però risolvere i problemi strutturali.
Critiche vengono rivolte anche ai servizi pubblici. Il partito parla di sanità ancora caratterizzata da forti disservizi, enti locali in difficoltà finanziaria e ritardi nella digitalizzazione della pubblica amministrazione.
"Serve cambiare modello di sviluppo"
Nelle conclusioni, Rifondazione Comunista giudica "pessimo" il bilancio dell'attuale gestione regionale e chiede un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali.
Tra le priorità indicate figurano il sostegno all'occupazione femminile, la creazione di lavoro stabile e qualificato, il contrasto all'emigrazione giovanile, il rafforzamento dei servizi pubblici e una gestione più efficace delle politiche ambientali e idriche.
Secondo Nicola Candido, senza un'inversione di tendenza il rischio è quello di assistere a una crescita alimentata da risorse straordinarie ma incapace di ridurre le disuguaglianze, trattenere i giovani e garantire uno sviluppo duraturo dell'Isola.