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04/07/2026 11:27:00

Il Papa a Lampedusa. Ecco cosa ha detto

Lampedusa torna a parlare al mondo. E lo fa con la voce del Papa. Nel suo primo viaggio nell'isola simbolo delle migrazioni dopo l'elezione al soglio pontificio, Papa Leone XIV ha lanciato un messaggio netto all'Europa: non basta soccorrere, serve una politica capace di coniugare accoglienza, sicurezza, sviluppo e rispetto della dignità umana. E soprattutto bisogna smettere di "passare oltre".

La visita del Pontefice, sulle orme di Papa Francesco che proprio a Lampedusa compì il suo primo viaggio nel 2013, è stata scandita da gesti fortemente simbolici e da un'omelia che richiama direttamente la coscienza dell'Europa.

 

L'arrivo e i luoghi simbolo dell'isola

 

L'aereo con a bordo Papa Leone XIV è atterrato alle 8.54 all'aeroporto di Lampedusa. Ad accoglierlo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino e il presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino.

Il primo appuntamento è stato il cimitero dell'isola, dove il Pontefice ha deposto un omaggio floreale sulle tombe dei migranti morti nel Mediterraneo. Successivamente si è recato alla Porta d'Europa e al Molo Favaloro, dove ha benedetto la targa che intitola il molo a Papa Francesco e ha salutato alcuni migranti presenti.

La mattinata è poi proseguita con la celebrazione eucaristica all'Arena di Località Salina, trasformata per l'occasione in una grande cattedrale all'aperto.

 

"Qui avete visto migliaia di uomini lasciati mezzi morti"

 

L'omelia di Leone XIV è stata costruita attorno alla parabola evangelica del Buon Samaritano.

«Oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico», ha detto il Pontefice. «Qui avete visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e li lasciano mezzi morti».

Il Papa ha ricordato anche coloro che non sono riusciti ad arrivare sull'isola: «Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l'hanno fatta. Avvertiamo però la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati».

 

"I morti sono vittime anche delle decisioni mancate"

 

Tra i passaggi più significativi dell'omelia c'è quello dedicato alle responsabilità collettive.

«I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate», ha affermato Leone XIV, indicando tra le cause delle migrazioni forzate la corruzione nei Paesi di origine, le disuguaglianze economiche globali, i trafficanti di esseri umani, ma anche «la paura che alimenta pregiudizi» e l'incapacità delle istituzioni di passare «da una mera gestione delle emergenze all'elaborazione di politiche organiche e condivise».

 

 

Il grazie a Lampedusa

 

Il Pontefice ha rivolto un lungo ringraziamento alla popolazione dell'isola, ai volontari, alle associazioni, alla Guardia Costiera, alle istituzioni, ai medici, agli operatori sociali e alle forze dell'ordine.

«Tra voi è l'amore ad essersi organizzato», ha detto, riconoscendo come Lampedusa sia diventata negli anni un laboratorio concreto di solidarietà.

 

L'appello all'Europa

 

Il messaggio finale è stato rivolto direttamente all'Europa.

Secondo Leone XIV il continente possiede gli strumenti per affrontare il fenomeno migratorio «in modo organico», inserendo il primo soccorso dentro una strategia di lungo periodo capace di «accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti», lavorando allo stesso tempo perché nessuno sia costretto a lasciare il proprio Paese.

Il Papa ha invitato anche a superare la contrapposizione tra il turismo e il dramma delle migrazioni: «Abbiate l'audacia di pensare diversamente», ha detto ai lampedusani, auspicando che chi arriva sull'isola per una vacanza possa diventare «più umano» entrando in contatto con la cultura dell'accoglienza che caratterizza Lampedusa.

 

Schifani: "Un momento storico per tutta la Sicilia"

 

Il presidente della Regione Renato Schifani ha definito la visita «un momento storico che riempie di orgoglio questa straordinaria comunità e tutta la Sicilia».

«Lampedusa è molto più di un confine: è un simbolo di accoglienza, solidarietà e dignità umana. Oggi, con la visita del Santo Padre, questo messaggio assume una forza ancora più grande e raggiunge il mondo intero», ha dichiarato il governatore.

Intanto, mentre il Papa celebrava la messa, nell'hotspot di contrada Imbriacola erano ospitati 136 migranti, tra cui 51 minori non accompagnati. L'ultimo sbarco risale alla serata di ieri, quando la Guardia Costiera ha soccorso un barchino con 17 persone partite dalla Libia. Un dato che ricorda come il tema affrontato dal Pontefice non appartenga al passato, ma continui a segnare ogni giorno la vita dell'isola.

 



Immigrazione | 2026-07-04 11:27:00
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