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05/07/2026 10:28:00

Trapani, la "signora Fontana" perde un pezzo: crolla una vasca della Venere di Piazza Mercato del pesce

È accaduto nel momento più paradossale. Dopo anni di ruggine e a pochi giorni dal via libera della Soprintendenza al progetto di restauro, la Fontana di Venere a Piazza Mercato del pesce ha ceduto prima ancora che il cantiere potesse prenderla in consegna.

 

Una delle vasche della Fontana di Venere Anadiomene - per tutti "la signora Fontana" - nell'area dell'ex Mercato del Pesce, si è staccata dalla struttura precipitando al suolo e frantumandosi in più parti. Un cedimento che riguarda un bene storico frequentato ogni giorno da cittadini e turisti e che riporta al centro dell'attenzione il tema della tutela del patrimonio monumentale cittadino.

 

Il 3 luglio scorso era arrivato il parere favorevole della Soprintendenza ai Beni culturali al progetto di restauro conservativo predisposto dal Comune di Trapani. 

L'intervento rientra nel più ampio programma di riqualificazione dell'ex Mercato del Pesce e prevede lo smontaggio completo della statua e degli elementi della fontana, che saranno trasferiti in laboratorio per consentire un delicato intervento di recupero. 

Secondo quanto annunciato dall'amministrazione comunale, i lavori dovrebbero durare circa sei mesi e consentiranno di restaurare le parti in ghisa, recuperare gli elementi decorativi e ripristinare anche il sistema idrico della fontana, ormai inattivo da anni.

 

La Venere Anadiomene è uno dei simboli storici di Trapani. Collocata nell'attuale sede dal 1876, dopo la demolizione delle antiche mura cittadine, è stata realizzata dalla celebre fonderia francese Val d'Osne ed è una riproduzione della Venus sortant du Bain, scolpita nel 1767 da Christophe-Gabriel Allegrain e oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi. Si tratta dell'unico esemplare di questo tipo presente in Sicilia e di uno dei più importanti manufatti monumentali in ghisa dell'isola.

 

Sul caso interviene anche il consigliere comunale di opposizione Maurizio Miceli (FdI), che attribuisce il danneggiamento a una mancata manutenzione del monumento. Secondo Miceli, anche nell'ipotesi in cui il cedimento fosse stato provocato da un atto vandalico, chi ha colpito la fontana avrebbe trovato una struttura già resa vulnerabile dagli anni di incuria. Per l'esponente dell'opposizione, il crollo rappresenta l'emblema della gestione del patrimonio monumentale cittadino negli ultimi anni: "Questa fontana non è crollata. È stata lasciata crollare".

 

Negli ultimi anni cittadini e associazioni avevano più volte richiamato l'attenzione sulle condizioni della fontana, chiedendo un intervento prima che il deterioramento della ghisa e degli elementi decorativi diventasse irreversibile.

 

Adesso invece il danno è realtà. Resta da stabilire se sia stato il tempo o la mano dell'uomo a provocarlo. É probabile che possa trattarsi del cedimento della ghisa, materiale con cui è realizzata la fontana e da tempo segnato dall'usura, ma gli accertamenti dovranno escludere la matrice vandalica. 

Ma il paradosso è evidente: il monumento ha ceduto proprio mentre si preparava a entrare nel cantiere che avrebbe dovuto salvarlo.

 



Cittadinanza | 2026-07-04 16:30:00
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