"L'Arena ri Spagnola", il mondo poetico di Nino De Vita diventa un grande libro della memoria
Per chi conosce la poesia di Nino De Vita è molto più di una nuova pubblicazione. "L'Arena ri Spagnola" è una sorta di ritorno alle origini, una grande opera che raccoglie e rilancia quarant'anni di scrittura, restituendo ai lettori un universo poetico unico, costruito nel dialetto di Cutusìo ma capace di parlare a chiunque.
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C'è un cinema d'estate che non esiste più. Un'arena all'aperto nella contrada Spagnola di Marsala, dove il proiettore si inceppava, il motore tossiva, qualcuno smontava le candele per farlo ripartire e, quando la pellicola si fermava, sul grande muro bianco rimanevano soltanto la luce della luna e quella delle stelle. È da lì che parte "L'Arena ri Spagnola", il nuovo monumentale volume di Nino De Vita, pubblicato da Le Lettere nella collana Novecento/Duemila, con prefazione di Luigi Tassoni.
Più che una semplice raccolta poetica, il libro è una vera e propria summa dell'opera dello scrittore marsalese: quasi seicento pagine che riuniscono Sulità, A ccanciu ri Maria, Tiatru e la sezione inedita Parlatine, offrendo una visione complessiva di uno dei percorsi poetici più originali della letteratura italiana contemporanea.
Il dialetto di Cutusìo che parla al mondo
Da oltre quarant'anni Nino De Vita ha scelto di scrivere nel dialetto della sua contrada, Cutusìo, trasformando una lingua apparentemente periferica in uno strumento di altissima espressione poetica.
Le sue non sono liriche astratte, ma racconti in versi. Storie di uomini e donne ai margini, di pazzi, eremiti, contadini, bambini, licantropi, figure dimenticate dalla grande storia ma capaci di raccontare l'essenza della condizione umana. Personaggi che vivono dentro una Sicilia lontana dagli stereotipi e che proprio nella loro marginalità diventano universali.
È una poesia che si ascolta prima ancora di leggerla. Chi ha avuto la fortuna di assistere a una lettura di De Vita conosce quella voce inconfondibile, le pause, il ritmo, la musicalità di un dialetto scolpito parola dopo parola.
La novità di "Parlatine"
Il cuore della novità del volume è rappresentato da Parlatine, sezione completamente inedita.
Qui il poeta cambia registro. Dialoga con il padre, recupera pagine di diario, affida alla carta minuscole poesie che lui stesso definisce "muddichi", molliche. È forse il De Vita più intimo, quello che riflette sul rapporto tra memoria e scrittura.
Emblematico è il dialogo con il padre, che teme la capacità del figlio di trasformare la realtà attraverso la poesia: ciò che è inventato diventa vero e ciò che è vero rischia di sembrare inventato. È una riflessione sul potere stesso della letteratura, affidata alla semplicità di una conversazione familiare.
L'arena che dà il titolo al libro
Il componimento che dà il titolo all'opera riporta il lettore proprio nella Spagnola di tanti anni fa.
C'era un cinema all'aperto, alimentato da un motore che spesso si fermava, dove la comunità si ritrovava nelle sere d'estate. Attorno allo schermo si muoveva un'umanità variopinta: spettatori rumorosi, personaggi eccentrici, piccoli riti collettivi che trasformavano ogni proiezione in uno spettacolo dentro lo spettacolo.
Tra quei ragazzi che arrivavano in bicicletta c'era anche Nino De Vita. Osservava tutto. Ascoltava le parole, i silenzi, le stranezze della gente. Sarebbero diventati, molti anni dopo, la materia della sua poesia.
Il cinema diventa così il simbolo di un mondo perduto, di una comunità che si ritrovava per condividere emozioni e racconti. Un luogo della memoria che appartiene non solo al poeta ma a un'intera generazione di marsalesi.
Una voce centrale della poesia italiana
Nato a Marsala nel 1950, Nino De Vita è oggi riconosciuto come uno dei maggiori poeti italiani. Dal debutto con Fosse Chiti nel 1984 ai libri che hanno segnato il suo percorso – Cutusìu, Cùntura, Nnòmura, Òmini, Sulità, Tiatru – ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come il Premio Alberto Moravia, il Premio Mondello, il Premio Napoli, il Premio Viareggio della Giuria e il Premio Ignazio Buttitta.
Con L'Arena ri Spagnola questo itinerario trova una nuova forma unitaria. È un libro che raccoglie memorie, dialoghi, racconti e frammenti di vita, dimostrando ancora una volta come il dialetto di una piccola contrada dello Stagnone possa parlare con forza a ogni lettore.
Perché la poesia di Nino De Vita parte da Cutusìo, ma finisce sempre per raccontare qualcosa che riguarda tutti: il tempo che passa, la memoria che resiste e quella fragile umanità che continua ostinatamente a cercare un posto nel mondo.
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