Per quasi dodici anni le ex Province siciliane sono rimaste commissariate, simbolo di una riforma mai realmente completata. Soltanto un anno fa, dopo un lungo stallo istituzionale, sono stati eletti presidenti e consigli provinciali con il sistema di secondo livello, cioè attraverso il voto di sindaci e consiglieri comunali. Le ex Province continuano, però, a vivere una condizione di precarietà: gli amministratori svolgono il loro incarico senza alcuna indennità e persino i consiglieri provinciali non percepiscono il rimborso delle spese sostenute per l'esercizio del mandato. Una situazione che rende difficile parlare di enti pienamente operativi.
L’iniziativa di Ingala
Adesso la Regione prova nuovamente a cambiare rotta. La neo assessora regionale alle Autonomie locali, Elisa Ingala, rilancia il progetto dell'elezione diretta dei presidenti e dei consigli provinciali.
Il disegno di legge, ormai nella fase conclusiva della sua stesura, sarà depositato nelle prossime ore alla commissione competente dai parlamentari autonomisti dell'Mpa insieme a gran parte dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana che hanno già manifestato il proprio sostegno al ritorno del voto popolare.
L'obiettivo dichiarato è quello di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti, superando il sistema di secondo livello introdotto dopo l'abolizione delle Province regionali.
Riforma già naufragata una volta
Nel 2024 il disegno di legge per il ripristino delle elezioni dirette e la riforma delle Province in Sicilia è stato bocciato dall'Assemblea Regionale Siciliana.
La riforma è stata bocciata con voto segreto: 40 voti contrari e 25 favorevoli, quindi all’interno del centrodestra ci furono molti franchi tiratori.
L’assessore Ingala sottolinea che “Il ripristino del voto diretto è una precisa scelta politica di democrazia e partecipazione. I cittadini devono poter tornare a scegliere direttamente chi li rappresenta e chi amministra il territorio; è un cambiamento atteso, che mette al centro il valore del consenso e la responsabilità verso gli elettori”.
Coraggio e visione
La partita, però, non si gioca soltanto sul piano tecnico. Dopo anni di commissariamenti, rinvii e riforme incompiute, la Sicilia è chiamata a decidere quale ruolo intende attribuire agli enti di area vasta.
Riproporre il voto diretto significa dimostrare che la stagione degli annunci può lasciare spazio alle decisioni. Per riuscirci serviranno numeri certi in Aula e una visione che vada oltre la logica della campagna elettorale permanente e degli slogan. Perché le Province non possono continuare a essere enti sospesi: né completamente aboliti, né realmente funzionanti.
Falcone, appello al centrodestra
L’euro deputato di Forza Italia, Marco Falcone, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa dell’assessore regionale alle Autonomie Locali, Elisa Ingala: “È una battaglia che Forza Italia conduce da anni, nella convinzione che la democrazia si rafforzi restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e che ormai sia chiaro: l’attuale assetto scaturito dalla Legge Delrio purtroppo non funziona”. Falcone lancia quindi un appello al centrodestra siciliano: “Confido adesso che tutto il centrodestra siciliano abbia il coraggio di sostenere con convinzione questa riforma, seguendo l’esempio del Friuli Venezia Giulia, che ha già ripristinato il voto diretto come promesso dal presidente Fedriga. Le Province svolgono funzioni essenziali per i territori e devono tornare ad avere piena legittimazione democratica, riportando al centro la volontà dei siciliani”.